Agipronews: Dl Balduzzi, Ginestra (Pres.Assosnai): «Nuove misure non bastano, serve la tessera del giocatore»

Dl Balduzzi, Ginestra (Pres.Assosnai): «Nuove misure non bastano, serve la tessera del giocatore»

13/09/2012 Ore 13:59

ROMA – Serve «quanto prima una `card unica` con un limite di spesa e del tempo di collegamento, da utilizzare per il gioco online». Così, Francesco Ginestra –  Presidente di Assosnai – l`associazione dei concessionari di scommesse – commenta la versione definitiva del Dl Balduzzi, che contiene norme per contrastare la ludopatia e limitare la pubblicità del gioco d`azzardo. Nell`ultima versione del testo sono state eliminate le distanze minime dei punti vendita e delle sale slot dai luoghi sensibili. Una decisione aspramente criticata da Ginestra, secondo il quale «imporre dei limiti per proteggere i soggetti che frequentano luoghi a rischio come scuole, ospedali e chiese è assolutamente necessaria» per evitare che per il gioco, da una dimensione di divertimento si passi a una di «dipendenza».  Secondo Ginestra, oltre ai limiti per le distanze, bisognerebbe pensare anche ad altre misure di prevenzione conto la ludopatia, come «limitare gli orari di apertura e chiusura delle sale». Il fenomeno del «gioco incontrollato e irresponsabile», secondo il presidente di Assosnai, potrebbe avere anche un effetto boomerang, dato che «sta provocando la distruzione del settore e noi come operatori siamo estremamente preoccupati per il dilagare della ludopatia, che è nociva non solo per la salute dei cittadini, ma anche per i nostri stessi interessi». Il Dl Balduzzi prevede anche una serie di controlli annuali sulle sale e sui punti vendita (per vigilare sull`ingresso dei minori), con un`azione coordinata tra Aams e Guardia di Finanza. A riguardo Ginestra sostiene che «le agenzie già autonomamente vigilano sul pubblico della propria sala, ma è necessario un piano nazionale di formazione ed educazione al gioco responsabile coordinato dal Ministero della Salute, in modo da garantire uniformità di comportamento da parte del personale e promuovere al meglio attività sane e controllate».

RED/Agipro

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Agipronews: Stanleybet – Scommesse, no del Tribunale di Roma a maxi-risarcimento da 1,5 miliardi

Scommesse, no del Tribunale di Roma a maxi-risarcimento da 1,5 miliardi 

 

10/09/2012 Ore 19:25

ROMA – Nessun risarcimento per Stanleybet da parte del Governo italiano. La richiesta di 1,5 miliardi inviata dal bookmaker inglese nel maggio 2010 e discussa di fronte al Tribunale Civile di Roma, è stata dichiarata inammissibile dal giudice Alfredo Matteo Sacco. La società inglese – si legge nella sentenza della Seconda Sezione Civile del Tribunale Ordinario di Roma – è stata anche condannata a pagare immediatamente 750 mila euro per le spese processuali. 

Il punto, spiega il giudice, è che per questo tipo di controversia non può entrare in gioco la Giurisdizione Ordinaria. Stanleybet si è mossa contro l`adozione di innumerevoli provvedimenti amministrativi, una materia che però “è attribuita in via esclusiva al Giudice Amministrativo, che ha cognizione sulle correlative domande risarcitorie“. La richiesta di Stanleybet non è dunque ammissibile, poiché la richiesta in esame non è di competenza del Tribunale Ordinario. 

La vicenda era iniziata più due anni fa, quando Stanleybet aveva avviato un`azione legale inviando una richiesta di risarcimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per “danni diretti, perdita di profitti, perdita di opportunità commerciali e danni di immagine“ maturati nel corso del periodo che va dal 1998 al 2006, anni nei quali l`accesso di Stanley al mercato italiano era stato impedito da “misure prese dal Parlamento, dall`Amministrazione e dalla Magistratura contrarie alla normativa comunitaria“. La richiesta di 1.533 milioni di euro era stata così motivata: 887,2 milioni di profitti persi, 29,3 milioni per danni accessori e spese, 362,2 milioni persi per mancate opportunità di sviluppo commerciale (esclusione da nuovi bandi) e 254,3 milioni in danni all`immagine e alla reputazione della società. 

“L`Ordinamento Europeo – si legge nella sentenza del Tribunale di Roma – consente agli Stati Nazionali di adottare ragionevoli limitazioni all`attività imprenditoriale purché finalizzate alla tutela dell`ordine e della sicurezza“. Pertanto “è da ritenersi compatibile con l`Ordinamento Europeo l`istituto della concessione, che costituisce il principale mezzo di controllo utilizzato dallo Stato italiano nel settore in questione“. LL/Agipro

 

 

 

 

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COMUNICATO STAMPA: ASSOSNAI: “DECRETO BALDUZZI PRIMA MOSSA EFFICACE DEL GOVERNO NELLA LOTTA ALLA LUDOPATIA E NELLA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA”

COMUNICATO STAMPA

ASSOSNAI: “DECRETO BALDUZZI PRIMA MOSSA EFFICACE DEL GOVERNO NELLA LOTTA ALLA LUDOPATIA E NELLA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA”

I dubbi restano sulle misure che verranno utilizzate dal Governo per i controlli sul territorio

Roma, 28 agosto 2012 “Condivido in pieno le preoccupazioni del ministro della Salute Renato Balduzzi sul dilagare della ludopatia nel nostro paese”. Francesco Ginestra, Presidente di Assosnai commenta così le misure annunciate nella bozza di decreto legge che il Ministro dovrebbe presentare venerdì prossimo in Consiglio dei Ministri: previste misure di tutela dei soggetti a rischio ludopatia e il divieto di installare apparecchi da intrattenimento nel raggio di 500 metri da luoghi sensibili. “Come Associazione di settore – afferma Ginestra – denunciamo da tempo il problema causato dall’offerta disordinata ed eccessiva di prodotti di gioco, non solo degli apparecchi da intrattenimento, che promettono di cambiare la vita ai giocatori, oramai presenti in ogni angolo delle nostre città in qualunque tipo di locale pubblico”. Secondo Ginestra senza regolamentazione “risulta pressoché impossibile esercitare un controllo efficace sulla presunta regolarità degli apparecchi di gioco e sul rischio di progressivo incoraggiamento ad abitudini poco sane”. Ecco perché secondo il Presidente di Assosnai l’offerta di gioco va distribuita sul territorio “con raziocinio, disponendole in ambienti dedicati, così da rendere più semplice sia il monitoraggio che l’eventuale intervento su soggetti a rischio ludopatia”. Qualche perplessità desta l’effettiva attuazione dei controlli sul territorio “Sono anni che chiediamo allo Stato la tutela del giocatore, che nei fatti non siamo mai riusciti ad ottenere – spiega Ginestra – e riteniamo che i divieti, a volte, possano ottenere l’effetto contrario, in particolare con i minori, più rispettosi dei metodi di ragionamento che delle limitazioni imposte. Basterebbe assicurare allo scommettitore un ambiente di gioco dedicato e rispettoso delle leggi in vigore nel nostro Paese”.

Agipronews: Gioco illegale, Ginestra (Assosnai): “Serve inasprimento delle pene, sia per gestori che per gli utenti della rete illegale”

ROMA – “E` da tempo che come associazione denunciamo la presenza di una rete parallela e illegale sul territorio che crea un danno per l`Erario e per i giocatori“. E` quanto dichiara ad Agipronews Francesco Ginestra, Presidente di Assosnai, in merito all`operazione della Guardia di Finanza che ha constatato 417 violazioni in agenzie di scommesse su tutto il territorio nazionale, circa il 20% sul totale dei controlli.

Secondo Ginestra la rete di raccolta parallela e non autorizzata per le scommesse rappresenta uno dei maggiori problemi per il settore, con conseguenze sul piano occupazionale, oltre che sul volume delle giocate, “tanto che alcune agenzie hanno dovuto ricorrere alla cassa integrazione. Ci sono punti ovunque, anche nei piccoli centri. La concorrenza degli illegali è diventata spietata“. Una situazione che, secondo il presidente di Assosnai, si può risolvere solo con il pugno duro della legge: “Ci vuole un inasprimento delle pene, sia per i gestori, sia per chi usufruisce dei centri illegali. Tutela dei giocatori e dell`ordine pubblico e raccolta vietata agli operatori senza concessione sono alcuni dei punti per cui l`associazione si batte da anni. Lo scommettitore deve essere tutelato dallo Stato e giocare in ambienti di sicuri e controllati, altrimenti è a rischio, oltre al suo portafoglio, anche la sua salute“. Ginestra guarda anche al futuro prossimo e muove una critica al nuovo bando di gara per 2000 agenzie di scommesse: “La gara così come è stata impostata, è un autentico salto nel buio per i concessionari, che dovranno affrontare costi di gestione altissimi senza conoscere a fondo la dimensione delle reti di raccolta non autorizzate collegate a operatori esteri. Per questo – prosegue – chiediamo ai Monopoli di Stato di fare chiarezza, fornendoci tutte le informazioni per presentare le offerte, e soprattutto di garantire che al termine della procedura potrà operare solo chi ha una concessione. Ci dicano chiaramente e formalmente – conclude il presidente di Assosnai – che i punti non autorizzati saranno chiusi e che saranno richieste loro le tasse, anche passate, che non sono mai state versate“.SA/Agipro

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Agipronews: Giochi: più di 2 mila controlli della Guardia di Finanza, il 20% irregolare

Giochi: più di 2 mila controlli della Guardia di Finanza, il 20% irregolare

ROMA – Sono 2.088 gli esercizi controllati dalle Fiamme gialle e 417 le violazioni contestate, circa il 20% sul totale dei controlli: sequestrati 233 videopoker illegali e 74 centri di scommesse non autorizzati, 185 persone denunciate. E’ il bilancio dell’ultimo piano straordinario di controllo eseguito dalla Guardia di Finanza su tutto il territorio nazionale nel settore dei giochi e delle scommesse.

In particolare, nell’ultima settimana dei giochi olimpici di Londra e nei giorni scorsi, i finanzieri hanno verificato l’iscrizione degli esercizi nell’apposito elenco, il possesso delle autorizzazioni, l’integrità degli apparecchi da gioco, il loro collegamento alla rete dei Monopoli e l’identità dei giocatori, anche con riferimento alle norme a tutela dei minori.

La collaborazione tra Guardia di Finanza ed Amministrazione dei Monopoli di Stato ha permesso di incrementare l’efficacia dei controlli, anche grazie al potenziamento delle banche dati: il collegamento in rete permette di monitorare il corretto funzionamento di ogni apparecchio e di intervenire, quindi, in caso di anomalie.

I fenomeni illeciti maggiormente diffusi sono risultati l’alterazione e la manomissione degli apparecchi da gioco, l’abusiva raccolta di scommesse sportive mediante agenzie clandestine, anche per conto di allibratori esteri privi di autorizzazione, le lotterie fasulle ed i siti di gioco artificiosamente collocati all’estero per sfuggire ai controlli ed alle imposte.

Negli oltre 7.000 controlli eseguiti da inizio anno sono state riscontrate 2.358 violazioni, con il sequestro di 2.010 apparecchi da gioco e 1.059 punti clandestini di raccolta delle scommesse. Tra questi una bisca clandestina a scoperta a Roma nella sede di un’associazione culturale. A Padova, invece, un’associazione sportiva, che nascondeva una bisca clandestina con videopoker illegali, era stata posizionata a poca distanza da una sala da gioco autorizzata. Il gestore della bisca attraeva i giocatori promettendo puntate illimitate e premi immediati in denaro, tant’è che sono state contestate anche numerose violazioni alle recenti norme antiriciclaggio.

In provincia di Bari, con l’operazione “Fatal bet”, sono stati sequestrati 30 esercizi, tra centri scommesse non autorizzati e punti vendita di gioco on-line che, invece, raccoglievano puntate illegali su conti intestati a “prestanome”. I 64 responsabili sono stati tutti denunciati; le fiamme gialle di Sassari hanno passato al setaccio i centri scommesse della provincia dopo che un reparto territoriale ne aveva individuato uno collegato ad una rete illegale: 29 centri sono stati sequestrati e 30 gestori denunciati.

L’attività della Guardia di Finanza a tutela del gioco legale segue tre specifiche linee d’azione: contrastare l’evasione, considerate le ricadute negative del gioco illegale sul gettito fiscale complessivo; tutelare il mercato, affinchè gli operatori autorizzati non subiscano concorrenza sleale; garantire i consumatori da proposte di gioco non autorizzate dallo Stato. FP/Agipro

Operazione contro giochi illegali, Virgilio (maggiore GdF): “Settimane per quantificare il volume d’affari e il danno erariale”

ROMA – Più di 2 mila controlli per oltre 400 violazioni: è il bilancio dell’operazione della Guardia di Finanza su giochi e scommesse illegali, portato avanti sul tutto il territorio nazionale. “Ma dobbiamo ancora quantificare il volume d’affari complessivo – spiega ad Agipronews il maggiore Cosmo Virgilio – Per il conteggio ci vorranno settimane, vista la portata dell’operazione. All’intervento immediato seguiranno le contestazioni tributarie in relazione alle infrazioni commesse e al giro d’affari; il calcolo verrà effettuato tramite applicativi e software in collaborazione con i Monopoli di Stato”. Probabilmente la gran parte del volume complessivo arriverà dagli apparecchi da intrattenimento: “Sono loro a raccogliere di più nel mercato legale, circa 45 miliardi su 80 e dunque è presumibile che sia così anche nel ’sottobosco’ illegale”. Nel mirino delle Fiamme Gialle sono finite irregolarità di provenienza diversa: “In alcuni casi i centri erano totalmente abusivi, come nel caso dell’associazione culturale. In altri si trattava di punti di commercializzazione – autorizzati solo a vendere ricariche per scommesse online e a diffondere materiale informativo – che accettavano anche scommesse. In altri ancora, soprattutto nel periodo delle Olimpiadi, erano centri che ’deviavano’ il gioco su siti oscurati dai Monopoli di Stato”. Lo spessore dell’operazione, portato avanti da Padova a Bari, passando per Roma, ha una base tecnologica molto precisa: “Facciamo abitualmente controlli con le pattuglie – spiega ancora Virgilio – Abbiamo messo a punto un applicativo, una banca dati per interventi mirati. Per gli apparecchi da intrattenimento, ad esempio, abbiamo accesso tramite i Monopoli a tutte le slot collegate in rete. Possiamo verificare le giocate di ognuna e verificare se c’è uno scostamento tra le giocate di quel singolo apparecchio e la media per quella provincia. Il fatto che su 2 mila controlli circa il 20% sia risultato irregolare non è un caso: sapevamo dove andare e cosa aspettarci”.

LL/Agipro

Agipronews: Soppressione AAMS e ASSI, il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Soppressione AAMS e ASSI, il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale

ROMA – E` stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge recante “Misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell`amministrazione economico-finanziaria, nonchè misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore  bancario“ che, all`articolo 3, prevede l`incorporazione dell`Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e la soppressione dell`Agenzia per lo sviluppo del settore ippico. Ora è necessario che il Parlamento lo converta in legge entro 60 giorni dalla sua pubblicazione, pena la sua decadenza, ma è probabile che il provvedimento sarà modificato, dal momento che diversi deputati e senatori si sono schierati contro il provvedimento.

Con decreti di natura non regolamentare del Ministro dell`economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, “sono trasferite le risorse umane strumentali e finanziarie degli enti incorporati“. Fino all`adozione del provvedimento, “per garantire la continuità dei rapporti“ di AAMS,  “l`Agenzia incorporante può delegare uno o più dirigenti per lo svolgimento delle attività di ordinaria amministrazione“. 

Per quanto riguarda il personale, “le dotazioni organiche delle Agenzie incorporanti sono provvisoriamente incrementate di un numero pari alle unità di personale di ruolo trasferite, in servizio presso gli enti incorporati“. Inoltre la nuova Agenzia delle dogane e dei monopoli  istituirà due posti di vicedirettore, di cui uno per i compiti di indirizzo e coordinamento delle funzioni riconducibili all`area di attività dell`Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato.

Il Ministero dell`economia e delle finanze e le agenzie fiscali provvederanno anche “ad apportare, entro il 31 ottobre 2012, un`ulteriore riduzione degli uffici dirigenziali di livello generale e di livello non generale, e delle relative dotazioni organiche, in misura tale che il rapporto  tra  personale dirigenziale di livello non generale e personale non dirigente sia non superiore ad 1 su 40 ed il rapporto tra personale dirigenziale di livello generale e personale dirigenziale di livello non generale sia non superiore ad 1 su 15 per l`Agenzia delle dogane e dei monopoli“.

Con lo stesso decreto, infine, “sono ripartite tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e l`Agenzia delle dogane e dei monopoli le funzioni attribuite ad ASSI dalla  normativa  vigente, nonchè  le  relative  risorse umane, finanziarie e strumentali“.

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GIOCONEWS: Richiesta pagamento imposte a Ctd esteri, Assosnai: “Primo passo, ma ora risarcimento per mancata tutela rete Aams”

 

Richiesta pagamento imposte a Ctd esteri, Assosnai: “Primo passo, ma ora risarcimento per mancata tutela rete Aams”

 

La recente circolare Aams sul pagamento dell’Imposta Unica da parte dei Ctd (Centri Trasmissione Dati collegati con operatori esteri), seguita dall’invio di formali richieste agli operatori privi di concessione, è un tentativo di ristabilire il corretto funzionamento del mercato delle scommesse, per il recupero di una situazione già da troppo tempo drammaticamente compromessa: finalmente saranno obbligati al pagamento dell’Imposta Unica e delle relative sanzioni anche i soggetti che esercitano la raccolta senza concessione Aams.

È quanto si legge in una nota di Assosnai, secondo la quale però, al di là delle buone intenzioni, adesso la norma deve essere applicata o, in caso contrario anche i concessionari Aams devono smettere di versare l’Imposta Unica sui Giochi.

Perdura comunque, a giudizio di Assosnai, una situazione di evidente confusione, confermata anche dalla recente sentenza della Cassazione che ha evidenziato gli errori compiuti dallo Stato italiano nella gestione del regime concessorio. Ciò ha portato al proliferare di un sistema ‘autogestito’ che affianca da anni la rete Aams: da un lato, i concessionari che nel rispetto delle leggi nazionali sostengono gli elevati costi di concessione e di imposte sui giochi e si sottopongono a un sistema di rigidi controlli per il mantenimento di adeguati livelli di servizio; dall’altro alcune imprese che, seguendo unicamente procedure private e senza avere l’obbligo di contribuire alle entrate erariali, hanno la possibilità di offrire condizioni più vantaggiose alla clientela, praticando una concorrenza sleale nei confronti della rete Aams. Tutto ciò lascia il consumatore abbandonato a se stesso in prodotti di gioco dove, la salute pubblica deve essere tutelata e quindi controllata.

La causa della sofferenza della rete Aams è da dunque da imputare agli errori ed alla mancata tutela da parte dello Stato: i bandi di gara emanati dal 2000 in poi sono stati puntualmente censurati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e ciò ha creato ingenti danni principalmente alle società concessionarie italiane: a quelle del 2000, che si sono aggiudicate le gare pagando cospicue somme per acquistare una ‘esclusiva’ sui Giochi che in realtà lo Stato non possedeva; a quelle del 2006 che, in più, sono state limitate nell’attività d’impresa dovendo sottostare a contingentamenti, distanze, limiti territoriali che in seguito sono stati disapplicati dalle Sentenze della Corte Europea.

Secondo Assnosnai dunque il modello di accettazione scommesse in Italia deve essere dunque completamente ridisegnato, stabilendo un modello unico e valido per tutti, considerando che lo Stato Italiano non può vendere un diritto di esclusiva che non ha di fatto e che risulta non avere mai avuto neppure di diritto. Se ciò dovesse portare ad un regime autorizzativo, dovranno essere rimborsate le somme versate dalle imprese concessionarie per l’acquisto dei diritti e il pagamento dell’imposta unica, lasciando spazio all’iniziativa privata, prevedendo le regole mancanti nel nostro ordinamento a tutela dello scommettitore-consumatore.

È necessario che ciò avvenga prima dell’emanazione di una gara che porterà a nuovi contenziosi e inevitabili responsabilità dello Stato Italiano e dei dirigenti coinvolti.

Agicos: ASSOSNAI, RETE AAMS VITTIMA ERRORI STATO

ASSOSNAI, RETE AAMS VITTIMA ERRORI STATO

Assosnai parla della situazione della rete di agenzie in seguito alla sentenza della Cassazione e alla recente circolare dei Monopoli sul pagamento dell'Imposta Unica da parte dei CTD

"La recente circolare AAMS sul pagamento dell'Imposta Unica da parte dei CTD (Centri Trasmissione Dati collegati con operatori esteri), seguita dall'invio di formali richieste agli operatori privi di concessione, è un tentativo di ristabilire il corretto funzionamento del mercato delle scommesse, per il recupero di una situazione già da troppo tempo drammaticamente compromessa: finalmente saranno obbligati al pagamento dell'Imposta Unica e delle relative sanzioni anche i soggetti che esercitano la raccolta senza concessione AAMS. Al di la delle buone intenzioni però, riporta una nota Assosnai, adesso la norma deve essere applicata o, in caso contrario anche i concessionari AAMS devono smettere di versare l'Imposta Unica sui Giochi.

Perdura comunque una situazione di evidente confusione, confermata anche dalla recente sentenza della Cassazione che ha evidenziato gli errori compiuti dallo Stato italiano nella gestione del regime concessorio. Ciò ha portato al proliferare di un sistema "autogestito" che affianca da anni la rete AAMS: da un lato, i concessionari che nel rispetto delle leggi nazionali sostengono gli elevati costi di concessione e di imposte sui giochi e si sottopongono a un sistema di rigidi controlli per il mantenimento di adeguati livelli di servizio; dall'altro alcune imprese che, seguendo unicamente procedure private e senza avere l'obbligo di contribuire alle entrate erariali, hanno la possibilità di offrire condizioni più vantaggiose alla clientela, praticando una concorrenza sleale nei confronti della rete AAMS. Tutto ciò lascia il consumatore abbandonato a se stesso in prodotti di gioco dove, la salute pubblica deve essere tutelata e quindi controllata. 

La causa della sofferenza della rete AAMS – si legge ancora nella nota Assosnai – è da dunque da imputare agli errori ed alla mancata tutela da parte dello Stato: i bandi di gara emanati dal 2000 in poi sono stati puntualmente censurati dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea e ciò  ha creato ingenti danni principalmente alle società concessionarie italiane: a quelle del 2000, che si sono aggiudicate le gare pagando cospicue somme per acquistare una "esclusiva" sui Giochi che in realtà lo Stato non possedeva; a quelle del 2006 che, in più, sono state limitate nell'attività d'impresa dovendo sottostare a contingentamenti, distanze, limiti territoriali che in seguito sono stati disapplicati dalle Sentenze della Corte Europea.

Il modello di accettazione scommesse in Italia deve essere dunque completamente ridisegnato, stabilendo un modello unico e valido per tutti, considerando che lo Stato Italiano non può vendere un diritto di esclusiva che non ha di fatto e che risulta non avere mai avuto neppure di diritto.  Se ciò dovesse portare ad un regime autorizzativo, dovranno essere rimborsate le somme versate dalle imprese concessionarie per l'acquisto dei diritti e il pagamento dell'imposta unica, lasciando spazio all'iniziativa privata, prevedendo le regole mancanti nel nostro ordinamento a tutela dello scommettitore-consumatore. 

E' necessario che ciò avvenga prima dell'emanazione di una gara che porterà a nuovi contenziosi e inevitabili responsabilità dello Stato Italiano e dei dirigenti coinvolti".

Agipronews: Giochi, Assosnai: “La rete Aams prima vittima degli errori dello Stato”

Giochi, Assosnai: "La rete Aams prima vittima degli errori dello Stato"

15/06/2012 Ore 15:02

ROMA – Gli operatori italiani non sono stati tutelati dallo Stato e devono essere risarciti. E` quanto si legge in una nota di Assosnai dopo la circolare Aams sul pagamento dell`Imposta Unica da parte dei CTD. “Un giusto tentativo – si legge nel comunicato – di ristabilire il corretto funzionamento del mercato delle scommesse“. Nonostante questo, nella nota si ricorda la situazione complicata del mercato italiano, dove alla rete Aams si affianca la presenza di imprese che “senza avere l`obbligo di contribuire alle entrate erariali, hanno la possibilità di offrire condizioni più vantaggiose alla clientela, praticando una concorrenza sleale“. Il modello di accettazione scommesse in Italia deve, secondo Assosnai, essere completamente ridisegnato prima dell`emanazione di una gara, “stabilendo un modello unico e valido per tutti considerando che lo Stato Italiano non può vendere un diritto di esclusiva che non ha di fatto e che risulta non avere mai avuto neppure di diritto“. Se questo portasse ad un regime autorizzativo, “dovranno essere rimborsate le somme versate dalle imprese concessionarie per l`acquisto dei diritti e il pagamento dell`imposta unica, lasciando spazio all`iniziativa privata, prevedendo le regole mancanti nel nostro ordinamento a tutela dello scommettitore-consumatore“. 

“La causa della sofferenza della rete Aams – continua la nota – è da imputare agli errori ed alla mancata tutela da parte dello Stato: i bandi di gara emanati dal 2000 in poi sono stati puntualmente censurati dalla Corte di Giustizia dell`Unione Europea e ciò  ha creato ingenti danni principalmente alle società concessionarie italiane: a quelle del 2000, che si sono aggiudicate le gare pagando cospicue somme per acquistare una `esclusiva` sui Giochi che in realtà lo Stato non possedeva; a quelle del 2006 che, in più, sono state limitate nell`attività d`impresa dovendo sottostare a contingentamenti, distanze, limiti territoriali che in seguito sono stati disapplicati dalle Sentenze della Corte Europea“.

RED/Agipro

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Agipronews: Giochi, Governo: Aams accorpato ad Agenzia delle Dogane, soppresso Ente ippico Assi

 

Giochi, Governo: Aams accorpato ad Agenzia delle Dogane, soppresso Ente ippico Assi
ROMA – Monopoli di Stato accorpati ad Agenzia delle Dogane e soppressione dell'Assi (Agenzia sviluppo settore ippico), con le competenze dell'ente ripartite tra il ministero delle Politiche agricole e la nuova agenzia delle dogane e dei Monopoli. Sono i due provvedimenti varati oggi dal Consiglio dei Ministri, come si legge nella nota di fine seduta, nell'ambito degli interventi di riordino e razionalizzazione della spesa pubblica, confermando le anticipazioni questa mattina di Agipronews. La Presidenza del Consiglio ha firmato un decreto legge che "include la soppressione dell'Aams accorpandola all'Agenzia delle Dogane. Il provvedimento prevede anche la soppressione dell'Assi (ex Unire), le cui funzioni sono ripartite tra il ministero delle Politiche agricole e la nuova agenzia delle Dogane e dei Monopoli".

MSC/Agipro

 

 

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