RASSEGNA STAMPA – AGIMEG – Bando scommesse, intervista doppia: Ughi (Obiettivo 2016) “Proroga illegittima e ricorreremo ai Tar”. Garrisi (Stanleybet) “Proroga inevitabile, non la impugneremo”

RASSEGNA STAMPA – AGIMEG – Bando scommesse, intervista doppia: Ughi (Obiettivo 2016) “Proroga illegittima e ricorreremo ai Tar”. Garrisi (Stanleybet) “Proroga inevitabile, non la impugneremo”

Bando scommesse, intervista doppia: Ughi (Obiettivo 2016) “Proroga illegittima e ricorreremo ai Tar”. Garrisi (Stanleybet) “Proroga inevitabile, non la impugneremo”

Ieri è stato un giorno importante per il mercato delle scommesse, visto che sono scadute ufficialmente le concessioni. Ma è stata una scadenza solo sulla carta, visto che Adm aveva già indicato le linee guida per i concessionari in modo tale da aderire alla proroga delle concessioni in essere. La gara per il rinnovo, che doveva essere indotta lo scorso 1° maggio, è saltata a causa del mancato accordo tra enti locali e Governo in tema di gioco pubblico. Questo ha fatto sì che, per non bloccare la raccolta, si procedesse con una proroga alla quale al momento è difficile dare una scadenza definitiva visto che le trattative tra Governo ed enti locali sono ancora in alto mare. Questo ha comunque scatenato opinioni diverse tra gli operatori. Eccone una prova nell’intervista doppia, realizzata da Agimeg, a Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016 e Giovanni Garrisi, membro del board di Stanleybet.

Cosa pensa, parlando del bando di gara per il rinnovo delle concessioni delle scommesse, di questa ennesima data non rispettata?

Maurizio Ughi (Obiettivo 2016)

"Il 30 giugno poteva rappresentare un giorno storico per azzerare con un colpo di spugna la rete esistente e recuperare gli errori fatti nel passato. Ma lo Stato non ha avuto il coraggio o forse la capacità per procedere a un'emanazione di una nuova gara scommesse. È stata una grande occasione persa. Riteniamo che il provvedimento di proroga sia illegittimo in quanto il Comma 936 della Legge di Stabilità, che dava indicazioni precise di arrivare a un accordo fra Stato ed Enti locali entro il 30 aprile – relativamente a pianificazione territoriale dei punti vendita, organizzazione dei locali con numero di apparecchi terminali e televisori al loro interno, e norme più stringenti su ingresso dei minori – non è stato rispettato. Il Governo evidentemente ha pensato che fossero sufficienti le norme attuali, mentre manca un criterio univoco come ad esempio sulle distanze dai luoghi sensibili, che possono essere di 300 metri come di 500 metri. Ribadiamo quindi la proroga è illegittima in quanto secondo il Comma 932 della Legge di Stabilità la gara doveva essere indetta a partire dal 1° maggio, e così non è stato e qualcuno potrà rivendicare i danni. I Monopoli di Stato non hanno attuato la legge, interpretandola secondo esigenze di reddito d'impresa e ritenendo forse che il settore non crei consensi.  Sono contento che i concessionari possano contare sulla proroga e possano continuare a lavorare fino alla definizione dell'accordo fra Stato e regioni, ma l'occasione persa è stata grande in quanto al 30 giugno 2016 poteva esserci un'unica rete. Non è stata trovata soluzione al problema. Chi vuole entrare nel mercato è stato discriminato e può andare avanti con una rete parallela”.

Giovanni Garrisi (Stanleybet)

"Era inevitabile che finisse così. Data la situazione, non riteniamo che vi fosse altra possibilità che la proroga. L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è giustificata, in quanto in questo momento non c'è chiarezza su dove mettere i punti di raccolta scommesse. Come Stanley ci prepariamo a una partecipazione importante, siamo pronti -e questa proroga permetterà agli operatori di avere più tempo e di poter definire meglio le proprie strategie. In altre parole, tutto questo va nel nostro interesse".

 

Prenderete iniziative in merito alla proroga attivata da Adm?

Maurizio Ughi (Obiettivo 2016)

“Come Obiettivo 2016 intraprenderemo azioni legali attraverso ricorsi ai tribunali amministrativi, in quanto a nostro giudizio, come detto, la proroga è illegittima. Nei prossimi mesi la situazione resterà poco chiara: la doppia rete non viene sconfitta e chi è sul mercato utilizzerà questa problematica e la sfrutterà a suo vantaggio. Di fatto allo Stato è mancato il coraggio, si è dato troppo peso all'opinione pubblica sul settore. È vero che esistono casi di gioco patologico, ma rappresentano una percentuale davvero minima. Non che si debba ignorare, ma credo che si debba tenere conto anche dei 20 milioni di giocatori italiani, che hanno diritto a un codice giochi che regolamenti il settore. Lo Stato tra l'altro così facendo non rispetta le direttive comunitarie, e prima o poi dovrà pagare il fio per queste scelte".

Giovanni Garrisi (Stanleybet)

"La proroga delle concessioni esistenti è giusta, così come quella dei soggetti sanati, Aams non poteva fare altrimenti, motivo per il quale noi non la impugneremo, non ci sono gli estremi, era giusto fare così. Credo che durerà pochissimo (la proroga, ndr), forse già a settembre si sarà fatta chiarezza in termini di punti sul territorio e di rapporto fra Stato e regioni, e potremo partire. Noi saremo rigorosissimi nell'operare e chiediamo che anche gli altri lo siano".

cr/AGIMEG

 

Rassegna stampa – Agipronews – Scommesse, Concessioni in scadenza: senza riordino operatori dovranno estendere fideiussioni e garantire partecipazione alla gara

Rassegna stampa – Agipronews – Scommesse, Concessioni in scadenza: senza riordino operatori dovranno estendere fideiussioni e garantire partecipazione alla gara

Scommesse, Concessioni in scadenza: senza riordino operatori dovranno estendere fideiussioni e garantire partecipazione alla gara
ROMA – Il riordino dei giochi non è arrivato entro il 30 aprile – il termine fissato dalla legge di Stabilità 2016 – e le concessioni per le scommesse ippiche e sportive sono ormai prossime alla scadenza, fissata al 30 giugno. Per evitare lo “stop” della raccolta tra qualche settimana, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli chiederà nei prossimi giorni agli operatori di estendere – per ulteriori sei o dodici mesi – le garanzie per versamenti delle imposte e vincite dei giocatori, oltre ad un impegno formale a partecipare alla gara per 15mila punti che sarà bandita dopo l’accordo Stato-regioni. Il “Libro blu” dei Monopoli di Stato quantifica la rete di vendita del betting in 4609 corner sportivi, 1326 negozi sportivi, 226 corner ippici e 3461 agenzie ippiche (quasi sempre negli stessi locali dei negozi sportivi, ndr). Secondo quanto apprende Agipronews da fonti del settore, analogo impegno (fideiussione più partecipazione al bando) sarà chiesto ai bookmaker esteri che hanno usufruito della sanatoria fiscale nel 2015, a cui fanno capo circa 2200 punti vendita. I tre operatori principali – Planetwin365, Goldbet e Betaland – dovranno però nel frattempo allacciare le proprie agenzie al totalizzatore Sogei. Attualmente, i gestori stanno ancora trasmettendo le giocate ad Aams in modalità “offline” e, proprio per questo motivo, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha già irrogato multe per 100 mila euro per il mese di marzo: le sanzioni, secondo quanto si apprende, continueranno anche per i mesi successivi di mancato collegamento. Il 30 giugno sarà per i centri sanati, in ogni caso, la “deadline” definitiva: in quei giorni gli uffici tecnici di Aams svolgeranno una ricognizione sulla rete e, in caso di risposta negativa da Sogei, avvieranno i relativi procedimenti di decadenza dal decreto disciplinare che regola l’attività dei centri esteri sanati, sospendendone di fatto l’attività. NT/Agipro 

www.AGIPROnews.it | agipro@agipro.it

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Giochi, Snai: Del Torchio si dimette da presidente della società

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Giochi, Snai: Del Torchio si dimette da presidente della società

Giochi, Snai: Del Torchio si dimette da presidente della società

MILANO – Gabriele Del Torchio ha rassegnato, con efficacia dal 13 giugno 2016, le proprie dimissioni dalla carica di presidente esecutivo e consigliere di amministrazione di Snai. "Il gruppo Snai – afferma la società in una nota – ringrazia Del Torchio per il proficuo lavoro svolto a favore di Snai, anche nell’ambito dell’integrazione delle sue attività con quelle del gruppo Cogemat/Cogetech". Snai corrisponderà al manager "l’importo omnicomprensivo lordo definitivo di 400mila euro, a saldo e stralcio di ogni spettanza dovuta a Del Torchio in relazione alle cariche ricoperte da quest’ultimo nel gruppo Snai, pagato alla decorrenza delle dimissioni. Con la sottoscrizione del suddetto accordo non vi saranno più obbligazioni contrattuali, inclusi patti di non concorrenza, con Del Torchio”. La risoluzione del rapporto con Gabriele del Torchio è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione in data odierna con il parere favorevole del Comitato per la Remunerazione, del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate e del Collegio Sindacale. RED/Agipro 

RASSEGNA STAMPA – AGIMEG – Giochi, bando scommesse: per l’assegnazione delle nuove concessioni bisognerà aspettare la primavera del 2017. “Buco” da oltre 400 milioni per le casse dello Stato. La vera gara sarà sui bar

RASSEGNA STAMPA – AGIMEG – Giochi, bando scommesse: per l’assegnazione delle nuove concessioni bisognerà aspettare la primavera del 2017. “Buco” da oltre 400 milioni per le casse dello Stato. La vera gara sarà sui bar

Giochi, bando scommesse: per l’assegnazione delle nuove concessioni bisognerà aspettare la primavera del 2017. “Buco” da oltre 400 milioni per le casse dello Stato. La vera gara sarà sui bar

Tra un mese, il prossimo 30 giugno, andranno in scadenza le attuali concessioni delle scommesse.

Secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità la nuova gara assegnerà le concessioni, della durata di nove anni, di 10 mila agenzie di scommesse (con base d’asta non inferiore a 32 mila euro) e di 5 mila corner (con base d’asta di 18 mila euro), di cui solo mille potranno essere installati “in bar ed esercizi similari” che hanno come attività principale “la somministrazione di alimenti e bevande”.

Con la gara, in altre parole, verrà azzerata la rete e tutte le concessioni assegnate precedentemente scadranno e dovranno essere riassegnate. Un affare per lo Stato da almeno 410 milioni di euro ma la cifra sarà certamente al rialzo. Ma è ormai certo che l’atteso bando di gara per l’assegnazione delle nuove concessioni di scommesse viaggerà su tempi molto lunghi.

Secondo una attenta ricostruzione, da parte di “tecnici” del settore e da fonti istituzionali interpellate da Agimeg, dei possibili scenari che coinvolgono uno dei bandi più attesi, si potrebbe arrivare alla primavera del 2017 per vedere attivo il nuovo sistema di concessioni. E la primavera è un termine possibile supponendo che non sorgano intralci nei mesi che verranno. Il percorso del bando dovrebbe iniziare in questo mese di giugno, con la sua stesura definitiva (la variabile “impazzita” sui tempi per la definizione del bando è l’accordo, tra Governo ed enti locali, che si sta discutendo nella Conferenza Stato-Regioni) e la consegna dello stesso al Consiglio di Stato. A questo punto, con l’estate in corso ed i tempi solitamente lunghi del Consiglio di Stato (basta ricordare la gara per il Lotto), si può preventivare che lo stesso liberi il bando delle scommesse, sempre che sia tutto a posto, per settembre. A questo punto la gara potrebbe venire indetta per fine ottobre. Si dovrebbero quindi prevedere 2/3 mesi a disposizione dei concessionari per presentare le proprie offerte. Con la successiva apertura delle buste e controllo delle domande si potrebbe arrivare a marzo per dare l’ok al nuovo sistema di concessioni. Di conseguenza le entrate per l’Erario derivanti dalla gara non potranno essere imputate, come previsto dalla Stabilità, nell’esercizio di quest’anno. Le concessioni attualmente attive inoltre sarebbero di fatto prorogate per circa 9 mesi.

Attualmente in Italia vi sono 13.582 punti di raccolta scommesse, tra agenzie e corner. Nel dettaglio, i diritti riguardano 3.187 negozi di gioco, 2.149 ex ctd, 4.238 corner sportivi e poco più di 4 mila corner ippici. E se l’attuale rete, con 5.336 agenzie e anche ipotizzando che entrino in gara altri operatori, rientrerà al di sotto delle 10 mila agenzie previste dalla Legge di Stabilità approvata lo scorso dicembre, il vero scontro tra i concessionari riguarderà i corner nei bar.

Attualmente, tra quelli ippici e sportivi, sono 8.246, numero ben superiore al tetto dei 5 mila imposto per legge. Ad oggi è Eurobet a guidare la classifica delle agenzie per la raccolta delle scommesse – al netto di quelle che hanno aderito alla sanatoria – con 606 negozi – su un totale di 3.945 – seguita sul podio da Snai con 605 e da Sisal con 400. In top five anche Intralot (con 380) e Lottomatica (con 292).

Complessivamente sono 39 i concessionari che raccolgono scommesse in Italia avendo almeno 9 o più punti di accettazione. Con lo stesso criterio, applicato ai corner attualmente presenti sul territorio, i concessionari sono 24, guidati da Sisal con 3.848 corner (su 8.246 totali), poi Lottomatica con 1.720, Snai (1.405), Eurobet (264) e Intralot (173). Otto invece i concessionari che raccolgono gioco attraverso gli ex ctd sanati: testa a testa SKS 365 e Goldbet, rispettivamente con 975 e 974 agenzie (su un totale di 2.149), seguiti da Oia Service Ltd (97) e Admiral Interactive (32).

Dall’analisi dei diritti dei concessionari di scommesse che andranno a gara emerge che complessivamente, tra agenzie e corner, è Sisal il principale concessionario della rete per diritti di accettazione scommesse, con 4.248 tra corner e agenzie – pari al 31,2% di quota mercato – davanti a Snai, con 2.027, e Lottomatica, con 2.012. Nel dettaglio, per quanto riguarda le sole agenzie attualmente sono SKS 365 e Goldbet a poter contare sul maggior numero di negozi sul territorio, per effetto, rispettivamente, dei 975 e 974 ex ctd sanati, seguiti da Snai ed Eurobet, con 605 e 606 agenzie.

Da ricordare anche i 369 ctd che hanno aderito all’ultima sanatoria. In termini percentuali, oltre il 40% della rete di raccolta scommesse in agenzia è costituito dagli ex ctd che hanno aderito alle due ultime sanatorie del 2015 e del 2016. Sul fronte dei corner sportivi, Lottomatica è in pole position con 1.211 punti (il 28,5% del totale), precedendo in classifica Sisal, che conta 975 corner, e Snai con 875. Per i corner ippici, invece, il mercato è per il 71,6% nelle mani di Sisal, con 2.873 corner sui 4.008 complessivi. Snai (con 530), e Lottomatica (con 509) completano il podio. es/AGIMEG

RASSEGNA STAMPA – RACCOLTA NEWS SU CONVEGNO NOVATIC E CONVEGNO LUDOPATIE

RASSEGNA STAMPA – RACCOLTA NEWS SU CONVEGNO NOVATIC E CONVEGNO LUDOPATIE

Giochi, Aronica (ADM): “Con distanziometro rischio proibizionismo, serve politica che contribuisca a dimensionare gioco entro confini di proporzionato divertimento”

“L’imposizione di distanze minime dai cosiddetti siti sensibili, così come è stata concepita sinora rischia di diventare una fuga nel proibizionismo mentre invece potrebbe diventare parte di una politica che contribuisca a dimensionare il gioco con vincite in denaro entro i confini di un proporzionato e controllato divertimento. E’ uno dei passaggi chiave dell’intervento di Alessandro Aronica, vicedirettore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, all'interno del libro realizzato da Novomatic “Gioco pubblico e raccordi normativi”. “Per quanto sommaria e del tutto preliminare rispetto ad approfondimenti che chiamano in causa diverse e differenziate competenze, la ricostruzione degli andamenti delle principali variabili del sistema legale del gioco apre a qualche riflessione utilmente spendibile nel contesto delle discussioni correnti, culturali e politiche. Un primo elemento su cui riflettere è il legame tra domanda e offerta di gioco. L’evoluzione che abbiamo descritta è compatibile con l’idea che domanda e offerta di gioco si abbraccino prima in segreto (se sia l’offerta illegale o la domanda a fare il primo passo non è di grande interesse); se così fosse, la legalizzazione dell’offerta avrebbe, almeno in parte importante e in prima battuta, il ruolo di far emergere una domanda compressa o sommersa, di acquisire risorse alla fiscalità generale, di garantire ai giocatori condizioni di trasparenza e correttezza. Le analisi sui moventi dei comportamenti individuali possono o meno consentire di confermare questa ipotesi di lavoro; tuttavia, alla luce delle vicende che abbiamo ricostruito, sostenere “sic et simpliciter” che l’offerta legale è il presupposto fondamentale di una domanda altrimenti  inesistente appare discutibile; certo, in nessun settore le scelte e le preferenze dei consumatori possono formarsi al di fuori della gamma di prodotti realmente esistenti, ma qui il punto è che i prodotti spesso esistono già nel mercato parallelo. Naturalmente questa riflessione è interessante perché si riferisce direttamente alle dinamiche dei cosiddetti “giochi nuovi”, ovvero apparecchi da divertimento e giochi a distanza. Un secondo elemento di riflessione riguarda il volume di gioco e il volume delle perdite. Come abbiamo visto le due variabili conoscono un’evoluzione fortemente differenziata, soprattutto in relazione al prevalere (nell’offerta e nelle scelte dei consumatori all’interno dell’area legale) di giochi con un Pay Out elevato, quando non elevatissimo. È questa una caratteristica che accomuna le AWP, le VLT e il gioco a distanza. Nel caso delle AWP e del gioco a distanza la forte divaricazione tra la Raccolta e la Spesa può essere considerata il sintomo della riconduzione del gioco in una dimensione di divertimento in cui la sollecitazione dell’azzardo (o della speranza di un “colpo di fortuna” che cambi la vita) finisce sullo sfondo, a favore di una motivazione di puro svago, di impiego del tempo libero (e non mancano, per esempio nel settore “a distanza”, giochi senza vincite in denaro capaci di “garantire” un altissimo consumo di tempo con una spesa irrisoria). Nel caso delle VLT, invece, il Pay Out molto elevato non può essere considerato la garanzia del puro passatempo, dal momento che le puntate elevate e le asimmetrie di perdite e vincite collocano in primo piano proprio la dimensione dell’azzardo. Se si eccettuano le VLT, cui non è difficile associare la possibilità di perdite economiche anche ingenti in un breve lasso di tempo, il rischio di una spesa eccessiva attraverso gli altri canali del gioco legale sembra riconducibile più direttamente a una attitudine soggettiva del giocatore piuttosto che alle insidie intrinseche dei diversi giochi (e spesso si manifesta attraverso una combinazione di essi). Che di questa attitudine si possa parlare anche in termini medici, ovvero come di una patologia specifica, è un passo successivo che ormai viene compiuto pacificamente. Ciò che appare, tuttavia, paradossale sono le conseguenze che se ne traggono circa l’offerta legale. In base alle caratteristiche del gioco (la puntata massima è di 1 euro e la vincita massima è di 100 euro), nelle AWP prevale senz’altro in prima battuta la dimensione dell’intrattenimento (anche alla luce di un Pay Out superiore al 70 per cento). Tuttavia si tratta di giochi che è possibile realizzare semplicemente e in rapida successione, con il solo ausilio di una macchina, considerati a motivo di queste altre caratteristiche maggiormente suscettibili di agganciare vocazioni alla dipendenza. Si sostiene che un gioco ha “un alto contenuto di pericolosità oggettiva, con forti rischi di uso ossessivo compulsivo quando la sua stessa struttura ontica è connotata da… velocità nello svolgimento del gioco, minimo intervallo di tempo tra le giocate, assenza di intermediari, automatismo nell’esecuzione del gioco”. In realtà, dimostrare che esiste una patologia specifica e che esistono soggetti incapaci di controllarsi, causa una loro predisposizione individuale, dovrebbe alleggerire le responsabilità dell’offerta. Nel dibattito corrente, al contrario, la “medicalizzazione” funge spesso da premessa a una tesi sostanzialmente proibizionista. Tale proibizione, naturalmente, riguarderebbe oggi il gioco che si vede, quello legale. Come se, nell’individuare la chiave di questo problema, si scegliesse di cercarla in una zona illuminata, ben sapendo che potrebbe trovarsi con maggiore probabilità in una zona d’ombra delle coscenze e, anche, naturalmente, del contesto sociale. Orbene, accertato che nella famiglia delle dipendenze esiste anche la cosiddetta “ludopatia”, con una diffusione che travalica ormai la stretta cerchia di personaggi noti (e, solo per questo, un poco irreali) e coinvolge tutti i ceti, in particolare, categorie di cittadini molto fragili e con molto tempo libero (i giovani, i pensionati, i disoccupati), è un errore continuare a sottolineare i rischi associati alle grandi perdite economiche (rispetto ai quali il proibizionismo appare poi una tentazione irresistibile), non considerando che anche il divertimento insistito, ancorché esente da conseguenze irreversibili sul piano economico, è un problema meritevole di essere affrontato con serietà nell’ambito di un confronto culturale ed educativo che ha gli anni della storia del mondo e che i genitori responsabili conoscono benissimo da sempre, perché non si contano le volte che sono stati costretti a riprendere per le orecchie i “patiti” del flipper o, prima ancora, delle carte e dei dadi o, nell’antica Roma, degli astragali. Per tornare, infine, al tema del Convegno, vi è da chiedersi, allora, da questo punto di vista più ampio, non religioso né etico, ma culturale, se l’imposizione di distanze minime dai cosiddetti siti sensibili, così come è stata concepita sinora, non rappresenti, nei fatti, una fuga nel proibizionismo – una fuga che chiude gli occhi rispetto alle future rivincite del circuito illegale – mentre, invece, potrebbe diventare, se ragionevolmente concepita, parte di una politica che contribuisca a dimensionare il gioco con vincite in denaro (ma non solo quello) entro i confini di un proporzionato e controllato divertimento. Una recente sentenza del Consiglio di Stato15 sembra confortare questo punto di vista alternativo. La sentenza ha respinto il ricorso del Comune di Bologna contro una sala scommesse a cui era stata negata l’autorizzazione a un trasferimento di sede. Il Consiglio di Stato ha sì affermato che l’imposizione di una distanza di rispetto costituisce uno strumento idoneo per contribuire a limitare il diffondersi di fenomeni di dipendenza, ma ha anche sottolineato come “l’individuazione di una distanza piuttosto di un’altra discenda invece dall’esercizio di una discrezionalità amministrativa, che effettui la ponderazione con i contrapposti interessi allo svolgimento delle attività lecite di gioco e scommesse, alla luce dei canoni della adeguatezza e della proporzionalità”. Supponiamo che le distanze minime costituiscano, anziché una misura di sbarramento, una risorsa di ultima istanza nel caso di imprese che si sottraggano al rigoroso abito del gioco regolare e controllato, fissato in norme che stabiliscano elevatissimi standard qualitativi per chi offre gioco al pubblico (sia in sale dedicate, sia in pubblici esercizi). In una cornice normativa di questa chiarezza, i Comuni potrebbero utilizzare le distanze, anche molto significative, quasi come una sanzione. È evidente che in questo caso sarebbe più semplice dare concretezza, in via generale, a quella esigenza di adeguatezza e proporzionalità nell’utilizzo della discrezionalità dell’ente locale che il Consiglio di Stato ha voluto indicare. È questo, a nostro avviso, lo spazio logico entro il quale può individuarsi, in coerenza con una impostazione non proibizionista ma vigile, una soluzione equilibrata ai problemi che vanno emergendo e che la nostra società si va ponendo. Anche sul piano poi del più ampio confronto culturale ed educativo, si rinvengono norme specifiche nella più recente legge di stabilità laddove si afferma (articolo 1, comma 941, della legge 208/2015) che: “Il Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, anche attraverso l'utilizzo dei propri siti web, predispone campagne di informazione e sensibilizzazione, con particolare riferimento alle scuole di ogni ordine e grado, sui fattori di rischio connessi al gioco d'azzardo, al fine di aumentare la consapevolezza sui fenomeni di dipendenza correlati, nonché sui rischi che ne derivano per la salute, fornendo informazioni sui servizi predisposti dalle strutture pubbliche e del terzo settore per affrontare il problema della dipendenza da gioco d'azzardo”. Ma per confronto culturale si intende qualcosa di ulteriore e diverso, una capacità complessiva della nostra società di formare individui consapevoli, capaci di scegliere e di poter attraversare una sala scommesse così come altri luoghi di tentazione senza perdere la testa. È difficile oggi non convenire sul fatto che, al di là del gioco d’azzardo patologico e della spesa complessiva comunque impegnata dalle famiglie in questo settore, vi è un problema di tempo consumato (non rileva ai fini del ragionamento che sia sottratto alle attività produttive o che sia libero) che sembra possa configurarsi come eccessivo anche in relazione a chi è perfettamente in grado di tenere sotto controllo le conseguenze economiche del gioco. Si tratta quindi di trovare un equilibrio, di ridurre le distanze tra la posizione di Bernardino da Siena, che associava al gioco dei dadi “non meno di 15 differenti peccati” e, tra questi, annoverava la perdita di tempo, e quella di Carlo Rovelli che – nell’incipit del capitolo dedicato alla relatività del suo “Sette brevi lezioni di fisica” ricorda: “Da ragazzo, Albert Einstein ha trascorso un anno a bighellonare oziosamente. Se non si perde tempo non si arriva da nessuna parte, cosa che i genitori degli adolescenti purtroppo dimenticano spesso”. Si tratta oggi di trovare un equilibrio, non di dettarlo. È evidente che il confronto culturale è aperto a tutto campo e non si “gioca” nello specifico settore, ma soprattutto altrove nell’economia e nella società. Vi è chi ritiene che lo Stato (quello centrale evidentemente in questa fase storica) non avrebbe titolo etico a concorrervi per il fatto di essere beneficiario, come abbiamo visto, di introiti che annualmente sono compresi tra gli 8 e i 9 miliardi di euro. Alla base del ragionamento vi è spesso una netta distinzione tra gli interessi della collettività e quelli del governo pro tempore, come se quest’ultimo si appropriasse per esigenze contingenti di un extra-profitto tributario, cui sarebbe bene, invece, in nome dello Stato etico, rinunciare. In realtà, come sappiamo, nel quadro restrittivo di finanza pubblica degli ultimi anni, le posizioni dello Stato e quella dei governi pro tempore, considerate in astratto e, in tesi, così lontane, hanno dovuto avvicinarsi, dovendosi considerare il cospicuo apporto del settore all’erario un contributo al finanziamento indistinto della spesa pubblica (meritevole quanto essa lo è nella media) difficilmente rinunciabile. Per quanto siamo venuti dicendo riteniamo che i due ruoli, quello di protagonista del dibattito culturale e quello di regolatore di un settore in cui, come in altri, vi è un problema di tutela dei soggetti deboli e di contrasto all’illegalità, siano compatibili. Al tema bisogna comunque avvicinarsi con umiltà. Prima del Papa Alessandro VII (1655-1667) i romani potevano giocare al lotto solo all’estero (Napoli, Modena, Genova); consentito da Clemente XI e Innocenzo XIII, il lotto fu proibito in perpetuo da Benedetto XIII, con editto che il suo successore, Clemente XII, prima confermò e poi abolì, perché non si riusciva a impedire che i romani continuassero a puntare sui lotti esteri. Tanto valeva che ne traessero vantaggio le finanze pontificie. Permesso il lotto a Roma, la minaccia di scomunica colpiva chi ardisse continuare a giocare sui lotti esteri”. lp/AGIMEG

Giochi, Aronica (vice dir. Adm) "La spesa del gioco non è cresciuta, ma è aumentata la quota del gioco legale"

"Siamo un po' un paese di giocatori, non lo si può negare" ha detto Alessandro Aronica, vice direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel corso della presentazione del libro "Gioco pubblico e raccordi normativi". Aronica ha però precisato che occorre essere chiari sulle cifre del settore: "Il valore da prendere in considerazione non è la raccolta, ma le "perdite". E queste ammontano a 17 miliardi l'anno. Peraltro la metà di questa cifra torna alla collettività sotto forma di gettito". Per quanto riguarda le normative locali di contrasto al gioco, Aronica ha spiegato che i Monopoli hanno effettuato una simulazione, prendendo come unico luogo sensibile le scuole, tralasciano chiese, ospedali e altre strutture normalmente inserite nelle liste stilate dagli enti locali. "L'effetto è che il 70% dei centri dovrebbero traslocare o chiudere. Il che vuol dire che l'offerta di gioco legale dovrebbe essere ridotta sostanzialmente". Il primo effetto sarebbe però quello di rafforzare l'offerta illegale: "nonostante il nostro impegno, ci sono settori che ancora sfuggono al nostro controllo. Inoltre, bisogna considerare che in questi anni la spesa del gioco non è cresciuta, è cresciuta la quota del gioco legale". Insomma per Aronica "un'alternativa al proibizionismo esiste", ma sulla questione si attendono le decisioni della Conferenza Unificata. gr/AGIMEG

Giochi, avv. Paolo Leone: "Tra i diritti fondamentali c'è anche quello di fare impresa senza discriminazioni. Il sistema gioco in Italia necessita di una normativa chiara"

È stato presentato questa mattina a Palazzo Rospigliosi a Roma il volume dal titolo “Gioco pubblico e raccordi normativi”. "Tra i diritti fondamentali c'è anche quello di fare impresa senza discriminazioni. Il sistema gioco in Italia necessita di una normativa chiara", è uno dei passaggi chiave della prefazione al volume proposta dall’avvocato Paolo Leone: “Quando i promotori di questo volume decisero, dopo un importante convegno sul gioco, di raccogliere in un volume alcuni interventi, avvalendosi della disponibilità di autori prestigiosi, ho avuto qualche perplessità. Mi sembrava un azzardo in tempi di e-books e di archivi informatizzati! Ebbene ‘azzardo’ è proprio il termine di cui si abusa impropriamente per descrivere il gioco legale autorizzato e su cui ruotano dicerie, leggende, sogni e delusioni; quindi, visto che il progetto doveva partire ho deciso di accogliere l’invito ed azzardare anche io qualche pensiero. Nei molti anni di avvocatura mi sono occupato, e tuttora continuo, del settore in posizione privilegiata, ossia studiare le regole e poi vivere la loro applicazione in diretta con le imprese. Imprese coraggiose quelle del gioco, per la tenacia dimostrata nonostante alcuni scossoni legislativi e le ingiuste campagne mediatiche ed i pregiudizi. Con l’introduzione nel 2009 delle Videolottery (VLT) mi accorsi inizialmente quanto gli operatori e gli investitori apprezzarono la regolamentazione specifica del settore giochi accompagnata da prescrizioni tecniche all’avanguardia e collocata, se così si può dire, all’interno di un ordinamento giuridico che godeva fama di affidabilità. Ciò comportò una rinnovata fiducia nel ‘sistema del gioco legale’ italiano di cui andare fieri. In particolare, il raffronto avveniva con le nazioni dell’est europeo, il Sud America e l’Estremo Oriente, ed anche con qualche nazione occidentale. Infatti la certezza delle regole, e l’esistenza di un ente regolatore preposto (Monopoli di Stato) tecnologicamente attrezzato, fu la base della nuova era del gioco monitorato nella operatività dallo Stato, che si rivelò anche la più efficace delle armi contro il gioco sommerso gestito dalla malavita. La nostra Costituzione, tra i principi fondamentali, tutela i diritti di libertà e quelli di fare impresa senza discriminazioni. Discendono dalla nostra Carta Costituzionale e si ramificano, in materia di gioco ma non solo, una serie numerosa di leggi, regolamenti, decreti e circolari. In questo quadro generale si registrano da qualche anno – con una particolare accelerazione negli anni recenti – domande di chiarezza normativa da parte degli operatori del gioco che si trovano spaesati e spiazzati di fronte ai continui cambiamenti; aggiungo anche le contraddizioni ed i conflitti tra norme nazionali e quelle degli enti locali in genere che sono sempre più frequenti. Il legislatore aveva accelerato nel 2014, con opportuna legge delega, il progetto di racchiudere e razionalizzare tutte le norme sul gioco in un codice apposito; sarebbe stata un’opera meritoria che ricorda il virtuoso codice della navigazione del 1942 che ci vide primi nel mondo a disciplinare in modo sistematico il diritto marittimo ed aeronautico. Attendiamo di dare il benvenuto al codice del gioco! Con la legge di stabilità 2015 si è inciso in senso negativo su posizioni giuridiche già acquisite (concessioni di gioco del 2004 e degli anni seguenti della durata di molti anni) modificando le certezze degli operatori e dando luogo ad una retroattività “impropria”, con ciò vanificando ogni previsione economico finanziaria delle imprese stesse e dell’intero comparto. Non penso solo alle multinazionali che operano in scenari macroeconomici, ma penso anche alle piccole imprese come gli esercenti e la filiera collegata. Esistono allora dei limiti al potere discrezionale del legislatore? La risposta è affermativa se si vuole osservare scrupolosamente il dettato costituzionale; diversa è la risposta se prevalgono posizioni tese ad accontentare una piccola ma rumorosa parte di opinione pubblica”. Prosegue ancora nella prefazione l’avvocato Leone: “In passato, con l’articolo 11 delle Disposizioni sulla legge in generale, approvate preliminarmente al codice civile (R.D. 16 marzo 1942, n. 262) il legislatore si era posto il problema della retroattività, prevedendo che «la legge non dispone che per l’avvenire: essa non ha effetto retroattivo». La Corte Costituzionale, dal lontano 1957, aveva sostenuto l’eccezionalità della deroga della retroattività, che dovrebbe essere dettata innanzitutto da ‘estrema necessità’ e adeguatamente motivata. La Corte Costituzionale affermò anche che la retroattività, infatti, non deve contrastare con il principio di tutela dell’affidamento legittimamente posto sulla certezza dell’ordinamento giuridico, la quale, elemento essenziale dello Stato di diritto, non può essere lesa da norme aventi effetti retroattivi che incidano irragionevolmente su situazioni regolate da leggi precedenti (Corte Cost., 15 luglio 1994, n. 311; 2 luglio 1997, n. 211; 4 novembre 1999, n. 416). Deroghe a questi principi, purtroppo, ve ne sono state anche per necessità finanziarie dello Stato in piena legittimità ma, a mio parere, con alcune forzature non sempre rilevate o contrastate a dovere. Tutto ciò, come facilmente previsto, ha aperto la strada a molti contenziosi alcuni dei quali pendenti al vaglio della Corte Costituzionale. Spesso si è fatto riferimento – ed aggiungo che in alcuni casi gli enti locali ne hanno fatto uno scudo per varare provvedimenti ad alta visibilità per fini elettorali o di consenso – alla ‘ludopatia’ dipingendolo come fenomeno devastante e criminalizzando gli operatori e lo stesso Stato. Il problema esiste ma in misura ridotta, come dimostrato dai dati ufficiali, e comunque molto ma molto distante da altre forme di dipendenza come, ad esempio, l’alcolismo e le tossicodipendenze. Gli esempi descritti, che sono solo una parte della complicata vita degli operatori del gioco, potrebbero ingenerare un giudizio di negatività generalizzata; e la crisi economica che ci perseguita dal 2008 induce al pessimismo facile. Tuttavia, ci viene spiegato, con una prospettiva scientifica e originale, dal Prof. Norbert Bolz (autore di un saggio ‘Chi non gioca è malato’) che ‘le regole del gioco garantiscono un ordine grazie al quale si sa sempre cosa si deve fare. Per questo il mondo del gioco è migliore della realtà perché mette il giocatore al centro dell’attenzione e ci fa vivere in modo assoluto l’appagamento di un attimo… e libera quelle sensazioni che altrimenti nella vita quotidiana non trovano più una collocazione. Se ti piace giocare fallo ma con giudizio’. Mi piace sintetizzare affermando che il gioco è intrattenimento e gioia di vivere e, quindi, farlo con giudizio non è peccato né reato; e ciò spiega anche il perché, nonostante le bufere economiche e il clima ostile di una parte della politica e dell’opinione pubblica, le persone giocano comunque ed il settore sopravvive tra molte difficoltà con sempre maggiore creatività e tenacia nel rispetto delle regole. Non posso infine fare a meno di rammentare, a me stesso per primo, che il gioco è una vera e propria industria che investe molto anche in ricerca tecnologica e occupa molte decine di migliaia di persone solamente in Italia e alimenta quotidianamente – ossia con entrate quotidiane – le finanze dello Stato italiano in misura notevole. Perché non trattarla come una rispettabile industria? Su questo tema ne sento di tutti i colori compresi i giudizi sprezzanti e diffamatori sui protagonisti. Questo è fuorviante, pericoloso e falso e tutti, a cominciare dai media, dovrebbero invece valutare che ogni volta che si attacca il gioco legale le società criminali brindano; il vero pericolo non è il gioco in sé, ma il rischio che si alimenti, seppure come effetto non voluto, l’illegalità”. Termina così la prefazione al volume “Gioco pubblico e raccordi normativi”: “Non è difesa ad oltranza di interessi partigiani ma buon senso! Auspico, quindi, una maggiore attenzione alla comunicazione e diffusione capillare di informazioni oggettive. La domanda per il gioco esiste e va gestita attentamente senza cadere nella trappola del proibizionismo. Concludo con l’auspicio che si torni ad attivare il circuito virtuoso che ha reso grande l’Italia, ossia quello di non legiferare a tutti i costi ma gestire efficientemente le problematiche nell’interesse dei cittadini e nello spirito di osservanza alla Costituzione. Anche le risultanze della Conferenza Stato-Regioni potranno contribuire se terranno conto della realtà e della necessità di armonia legislativa. Con sapienza e rapidità perché il mondo non ci attende. Ad maiora!”. cdn/AGIMEG

Giochi, nel 2015 spesa dei consumi delle famiglie italiani oltre 1000 miliardi di euro. I giochi hanno pesato per l'1,7%

Lo scorso anno, il totale dei consumi delle famiglie italiane è stato di oltre mille miliardi di euro. Di questi i giochi hanno pesato per 17,5 miliardi, vale a dire 1,7% sulla spesa totale. I dati, fonte di un’elaborazione su dati Istat e dell’Agenzia delle entrate ed inseriti nel libro "Gioco pubblico e raccordi normativi", rendono quindi bene l’idea di quanto la spesa del gioco sia un piccolo capitolo nella spesa dei consumi delle famiglie italiane. Ecco i dati di spesa nel settore del gioco, raffrontati con altre voci di consumo, dal 2008 al 2015:

 

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

2015

Alimentari

141,9

141,6

142,1

144,7

142,7

141,7

141,4

143,9

Abitazione e utenze

211,3

217,3

223,3

230,2

238,8

242

242,1

241,3

Ricreazione e cultura

67

67

70,5

72,12

68,4

64,53

17,21

17,47

di cui gioco

15,63

16,92

17,06

18,43

17,66

17,24

17,21

17,47

Totale consumi famiglie

979,6

958,7

984,2

1014,1

1002,4

987,8

994,4

1008,4

(dati in miliardi di euro)

es/AGIMEG

Giochi, il 77,7% dei punti vendita di gioco a 500 metri di distanza delle scuole. Se dovessero chiudere, l'Erario perderebbe oltre 3,5 miliardi di euro

Eliminando tutti i punti vendita di gioco che si trovano a 500 metri dalle scuole, si arriverebbe ad una riduzione del gettito erariale per 3,5 miliardi di euro. E’ quanto emerge dall’analisi dei punti vendita di gioco in Italia presenti a 500 metri dalle scuole: praticamente si parla del 77,7% dei punti vendita, quindi due terzi dei punti di gioco verrebbero di fatto azzerati. Il conto scende di poco riguardo i punti vendi a 300 metri di distanza da una scuola: si tratta del 62,6% del totale dei punti e la riduzione del gettito erariale toccherebbe i 2,8 miliardi di euro. Un quinto dei punti vendita di gioco dovrebbe invece chiudere, analizzando tutti quelli a 100 metri di distanza delle scuole: la percentuale è infatti del 18,6% per un totale di riduzione del gettito complessivo di 838 milioni di euro. es/AGIMEG

Giochi e Leggi regionali, ADM: distanziometro in vigore in 11 regioni. In Lombardia distanza minima 500 metri, in Veneto demandata ai singoli Comuni

Negli ultimi tre anni (tra il 2013 e il 2015) ben 14 regioni hanno adottato leggi regionali in materia di giochi e scommesse, con campi di interventi in particolar modo indirizzati a tutti i tipi di sale da gioco e in parte – soprattutto in Friuli, Lombardia, Piemonte e Trentino – focalizzati sugli apparecchi da intrattenimento. E’ quanto emerge dai dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli presentati nel libro realizzato da Novomatic “Gioco pubblico e raccordi normativi”. Il distanziometro è ad oggi presente in gran parte delle regioni italiane, anche se in misura diversa fra regione e regione: e se in Abruzzo, Liguria e Trentino la distanza minima dai luoghi sensibili è di 300 metri, in Basilicata, Friuli, Lombardia, Puglia, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta le misure sono ancora più stringenti, con una distanza di almeno 500 metri, mentre in Veneto è demandata ai singoli Comuni. I luoghi sensibili protetti dal distanziometro riguardano sale gioco, impianti sportivi, luoghi di culto e scuole. Meno stringente, attualmente, la questione relativa agli orari di apertura delle sale gioco. In Lombardia, Veneto e Valle d’Aosta le regole sono dettate dai singoli Comuni, mentre nelle altre regioni non vi sono vincoli di legge. lp/AGIMEG

Giochi, presentato alla Camera Vademecum "Giocatori d’azzardo patologici e servizi bancari" realizzato da Bper Banca

Un supporto a sostegno delle famiglie con un giocatore d'azzardo patologico. È questo il senso del Vademecum "Giocatori d’azzardo patologici e servizi bancari", un opuscolo di 20 pagine diffuso su tutto il territorio nazionale con lo scopo di informare i familiari del giocatore patologico sui principali servizi bancari e sui comportamenti che possono consentire di tutelarsi nel rispetto della normativa vigente, del diritto alla riservatezza e del segreto bancario. I familiari di chi è affetto da gioco d’azzardo patologico, infatti, hanno il problema di controllare e contenere i comportamenti di spesa dei loro cari e il Vademecum vuole essere un prezioso supporto in tal senso. Il Vademecum, realizzato da Bper Banca in collaborazione con l’Associazione Onlus “Centro Sociale Papa Giovanni XXIII” di Reggio Emilia, è distribuito con il supporto di varie organizzazioni: la Campagna “Mettiamoci in gioco”, il “Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo”, il gruppo interparlamentare “Non è un gioco” e il Centro Servizi Volontariato di Modena. Il Gruppo Bper è stato uno dei principali istituti di credito a emanare un'apposita circolare rivolta ai propri dipendenti che definisce una serie di azioni sul tema. "L'approccio di Bper al tema è laico e non ideologico: non si vogliono criminalizzare i gestori che svolgono un'attività lecita, ma neppure restare indifferenti di fronte a un fenomeno sociale così preoccupante", spiega il vice direttore vicario dell'Istituto, Eugenio Garavini, durante la presentazione alla Camera. dar/AGIMEG

Giochi, Basso (Pd): "Contenere offerta sul territorio, ma evitare proibizionismi"

"Occorre un contenimento dell'offerta del gioco sul territorio, senza proibizionismi". È quanto afferma il deputato Lorenzo Basso (Pd), coordinatore del gruppo interparlamentare sui temi del gioco d’azzardo durante la presentazione del Vademecum "Giocatori d’azzardo patologici e servizi bancari", realizzato da Bper Banca in collaborazione con l’Associazione Onlus Centro Sociale Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia. Basso precisa poi che "serve una legge nazionale, che tenga però presente le esigenze diverse degli enti locali". dar/AGIMEG

Giochi, Basso (Pd) a Agimeg: "Sì a divieto totale della pubblicità, ma gioco non va abolito"

"Io sono per il divieto totale di pubblicità, ma non per l'abolizione del gioco". Lo rivela a Agimeg il deputato Lorenzo Basso (Pd) a margine della presentazione del Vademecum sulla ludopatia, sottolineando l'importanza di "sbloccare le proposte di legge ferme in commissione Finanze (sullo stop totale della pubblicità, ndr) per un conflitto di competenze tra Camera e Senato. Scelgano da quale Camera iniziare ma è necessario riprendere l'iter e procedere con un divieto assoluto non solo della pubblicità, ma anche delle sponsorizzazioni". Il deputato, che durante i Mondiali aveva presentato una petizione per bloccare gli spot, in vista dell'inizio degli Europei osserva che "manterremo alta l'attenzione. Intanto spero nel pieno rispetto di quanto previsto dalla legge di Stabilità 2016", con lo stop dalle 7 alle 22. dar/AGIMEG

Giochi, Iori (pres. CoNaGGA): "Vademecum su ludopatia è strumento utilissimo. Va tutelata anche la famiglia del giocatore patologico"

"La relazione con il giocatore patologico è importante, ma lo è altrettanto supportare il patrimonio delle famiglie. Occorre limitare i danni ed evitare che ciò che rappresenta una vita di risparmi possa essere dilapidato, venduto o ipotecato, in poco tempo. Nella speranza che, un domani, lo stesso giocatore patologico sia riconoscente di avere avuto una rete di sostegno che si è mossa per arginare i danni". È quanto afferma il presidente di CoNaGGA, Matteo Iori, durante la presentazione del Vademecum "Giocatori d’azzardo patologici e servizi bancari", realizzato da Bper Banca in collaborazione con l’Associazione Onlus Centro Sociale Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia, di cui Iori è presidente. Iori ritiene "utilissimo avere qualche strumento per controllare le operazioni sospette, sapere quali siano i possibili interventi a sostegno della famiglia su bancomat, conto corrente, conto online, assegni, carte di credito, cessione del quinto dello stipendio, fidi, sconfinamenti, rate non pagate, censimento di tutti i debiti, sovraindebitamento, usura, amministrazione di sostegno, ed altro ancora". dar/AGIMEG

Giochi, Zappolini (Mettiamoci in gioco) a Agimeg: "Subito divieto totale pubblicità. A breve attiveremo conteggio del ritardo dell'approvazione della legge"

"La pubblicità deve essere abolita, è lo stesso principio del fumo: io sono per il divieto totale". Lo rivela a Agimeg don Armando Zappolini, portavoce della campagna  Mettiamoci in gioco, a margine della presentazione alla Camera del Vademecum sulla ludopatia. Parlando delle proposte di legge sullo stop totale degli spot ferme nelle commissioni Finanze di Camera e Senato, Zappolini annuncia che "a breve, se riusciamo già dalla prossima settimana, attiveremo un timer sul sito, una sorta di conto alla rovescia per evidenziare da quanto tempo quei provvedimenti sono fermi senza essere approvati". dar/AGIMEG

SLITTAMENTO GARA SCOMMESSE – DICHIARAZIONI GARRISI (STANLEYBET) E UGHI (OBIETTIVO 2016)

SLITTAMENTO GARA SCOMMESSE – DICHIARAZIONI GARRISI (STANLEYBET) E UGHI (OBIETTIVO 2016)

Scommesse, Garrisi (Stanleybet) ad Agimeg: “Favorevoli al rinvio della gara che sarà l’ultima occasione per lo Stato di eliminare il doppio binario di raccolta. Se la gara sarà però fatta male la rete parallela annullerà definitivamente l’attuale rete concessoria”

Ovviamente non potevano passare inosservate le dichiarazioni del sottosegretario alle Finanze Pier Paolo Baretta che ha annunciato un possibile rinvio, dovuto a motivi tecnici, della prossima gara per il rinnovo delle concessioni di scommesse in scadenza a fine giugno. “Siamo favorevoli ad un rinvio della gara se questo servirà a preparare meglio la stessa – ha dichiarato ad Agimeg Giovanni Garrisi, membro del board di Stanleybet – perché è fondamentale che il bando sia inattaccabile sotto ogni punto di vista, soprattutto quello discriminatorio. Questa gara è l’ultima occasione che ha lo Stato per cercare di risolvere una volta per tutto il problema della rete parallela. Se ci saranno le giuste condizioni Stanley parteciperà e di fatto la rete “diversamente legale” cesserà di esistere. In caso contrario sono certo che l’attuale rete concessoria scomparirà perché sarà soppiantata dalla rete parallela”. es/AGIMEG

Scommesse, Ughi (Obiettivo 2016): "Lo slittamento della gara è un problema politico non tecnico. Questa situazione potrebbe portare a pericolose rivendicazioni da parte degli operatori transfrontalieri"

"Il sottosegretario Baretta parla di slittamento tecnico, ma io lo definirei politico. Sogei funziona e le scommesse vengono trasmesse in maniera corretta, quello che manca è un accordo politico". Così Maurizio Ughi, amministratore Unico di Obiettivo 2016, in merito allo slittamento delle gare per il rinnovo di 15 mila concessioni per le scommesse sportive e quelle per 210 sale bingo, annunciato dal sottosegretario all'Economia con delega ai giochi Pier Paolo Baretta. "Se si è arrivati a questa situazione è perché i vari organi dello Stato non si sono parlati. In pratica è il Governo che non rispetta le leggi, in tema di gioco, come sta succedendo con la Legge di Stabilità che aveva previsto dei termini per l'attuazione di certe disposizioni e che invece sono state già disattesi. Come al solito ci si rende conto del settore dei giochi solo all'ultimo momento e rincorrendo si commettono errori. Se ci fossero state regole certe come previsto dal decreto Balduzzi ora non ci troveremmo di fronte a questo scontro normativo che coinvolge Stato ed enti locali. Obiettivo 2016 ha denunciato il problema pubblicamente da tempo". Il ritardo sarà causa di problemi per le aziende del settore dei giochi? "Il problema sta anche nel fatto che non si specifica bene di quanto potrebbe essere questo ritardo. La mia paura, inoltre, è che qualche transfrontaliero possa sfruttare la situazione come pretesto per rivendicare ancora una discriminazione. Speravo di evitare tutto ciò. Comunque utilizzeremo tutti i mezzi, che ci consente la legge, per denunciare e perseguire legalmente chi sta permettendo ed attuando ". La Prima Sezione Penale della Corte di cassazione, con la sentenza del 2 maggio 2016 scorso, ha stabilito che “Assimilare ludopatia a tossicodipendenza, per il beneficio della continuazione del reato, non ha fondamento”. Cosa ne pensa? "Ecco un problema tecnico e non politico. Le nostre convinzioni sulla fatto che è stata creata solo confusione sul tema della ludopatia sono state confermate anche da un organo di primo rilievo. E' stata annunciata la malattia ma non il malato. Chi è il ludopate? Lo stato non ha stabilito nulla in merito". lp/AGIMEG

Scommesse, Ughi: “Slittamento tecnico del bando rischia di portare a nuova rete parallela”

ROMA – “Lo slittamento tecnico del bando di gara per le scommesse rischia di portare di nuovo a una rete parallela, dove chiunque potrebbe aprire punti vendita solo perché lo Stato non ha trovato l’accordo con se stesso”. A parlare è Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016. “Non sono assolutamente d’accordo con il ritardo, anche se razionalmente sono consapevole che ci sarà – continua Ughi ad Agipronews – il problema che si pone non è tecnico, ma politico e poteva essere risolto, ma finora il Governo ha trovato giustificazioni e non soluzioni. La legge di stabilità ha fissato una data precisa per il bando, dovrebbe essere logico rispettarla. Da questo punto di vista è proprio il Governo ad andare contro la legge”. Sulle misure da adottare per prevenire il gioco patologico e proteggere le fasce più sensibili della popolazione, Ughi appoggia la posizione di Alessandro Aronica, vicedirettore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: “Le norme sulle distanze minime dai punti sensibili non tutelano ciò che dovrebbero tutelare – spiega – Sono misure prive di senso ed è importante che anche un rappresentate dell’Amministrazione lo abbia detto. Il punto è che i Monopoli fanno solo da consulenti al Governo, a cui poi spetta emanare i provvedimenti in accordo con le Regioni. Se questi non arrivano il problema è loro”. LL/Agipro

Scommesse, Garrisi (Board Stanleybet): "Slittamento tecnico gare utile per trovare accordo con enti locali"

ROMA – Positivo lo slittamento tecnico del bando di gara sulle scommesse. È quanto ritiene Giovanni Garrisi membro del board Stanleybet. "Avevo già auspicato il rinvio di un anno, in modo da dare il tempo a Stato ed enti locali di trovare un accordo", ha spiegato Garrisi a margine di un convegno a Roma. "Stanley, ovviamente, non si opporrà, auspichiamo una situazione normativa chiara prima della partenza del bando", ha concluso. LL/Agipro  

 

 

 

RASSEGNA STAMPA – AGIMEG – Politica, Baretta (sottosegr. Mef): “Slittamento tecnico delle gare per scommesse sportive e Bingo per raggiungere intesa con enti locali”

RASSEGNA STAMPA – AGIMEG – Politica, Baretta (sottosegr. Mef): “Slittamento tecnico delle gare per scommesse sportive e Bingo per raggiungere intesa con enti locali”

Politica, Baretta (sottosegr. Mef): "Slittamento tecnico delle gare per scommesse sportive e Bingo per raggiungere intesa con enti locali"

Slittano le gare per il rinnovo di 15 mila concessioni per scommesse sportive e quelle per 210 sale Bingo. Il termine di giugno si allungherà in avanti di qualche mese, "non di più" precisa il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, che però non vuole sentire parlare di proroga: "l'amministrazione ha predisposto già tutto per le gare previste dall'ultima legge di Stabilità, ma ci sarà uno slittamento tecnico per renderle pienamente compatibili con l'intesa che stiamo cercando di raggiungere con Regioni e Comuni". Intesa che sarebbe dovuta arrivare ad aprile ma che ora attende la chiusura del tavolo tecnico predisposto per trovare la 'quadra' rispetto alle differenti posizioni su orari di apertura e tipologia delle sale o distanze minime dai luoghi sensibili. "L'obiettivo – precisa Baretta in un'intervista al quotidiano Il Sole 24 ore – è dare maggiore certezza sulle regole agli operatori che vogliono investire nel mercato italiano dei giochi, restando allo stesso tempo vigili sull'impatto sociale che questo produce". dar/AGIMEG

Giochi, Baretta (sottosegr. Mef) a Agimeg: “Lo slittamento delle gare è per motivi tecnici perché manca ancora l’accordo con gli enti locali”

“No, non abbiamo ancora fissato nuove date” per le gare per il rinnovo di 15 mila concessioni per scommesse sportive e quelle per 210 sale Bingo. “Ci sarà uno slittamento tecnico per renderle pienamente compatibili con l’intesa che stiamo cercando di raggiungere con Regioni e Comuni”, il messaggio che volevamo trasmettere è “dare l’idea che si sta lavorando”. E’ quanto afferma a Agimeg il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, che questa mattina in un’intervista al quotidiano Il Sole 24 Ore ha parlato dello slittamento tecnico delle gare previste dalla legge di Stabilità 2016. Quanto all’intesa da raggiungere con gli enti locali, Baretta spiega che “sono loro che devono convocare il tavolo tecnico all’interno della Conferenza Unificata” Stato-Regioni e che per il momento non sono ancora previste convocazioni ufficiali. dar/AGIMEG

Giochi, Palazzo Chigi: “Accordo tra Stato e Regioni va raggiunto in tempi brevi”

"L'ufficio ha provveduto ad interessare le amministrazioni componenti della Conferenza Unificata per acquisire elementi utili al fine di consentire di procedere all'istruttoria nei termini previsti dalla legge. Si assicura che – una volta acquisiti i necessari elementi in via di elaborazione – si procederà sollecitamente per giungere alla definizione delle intese in sede di Conferenza Unificata". Lo scrive l'ufficio Conferenza Stato-Regioni ed Unificata di Palazzo Chigi in una comunicazione inviata ad una società che aveva sollecitato formalmente la conclusione dell'accordo istituzionale sulle caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico, previsto dalla legge di Stabilità 2016. lp/AGIMEG

Rassegna Stampa: Agipronews – Scommesse, Garrisi (Board Stanleybet): “Bando Monti grave errore, parteciperemo alle gare con un fondo americano. Riordino da rinviare senza una soluzione politica, decadenza per i funamboli delle sanatorie

Rassegna Stampa: Agipronews – Scommesse, Garrisi (Board Stanleybet): “Bando Monti grave errore, parteciperemo alle gare con un fondo americano. Riordino da rinviare senza una soluzione politica, decadenza per i funamboli delle sanatorie

Scommesse, Garrisi (Board Stanleybet): "Bando Monti grave errore, parteciperemo alle gare con un fondo americano. Riordino da rinviare senza una soluzione politica, decadenza per i funamboli delle sanatorie"

ROMA – Quadro legale dei centri esteri, imposta unica, future gare, assetto del mercato. È il contenuto del colloquio di Agipronews con Giovanni Garrisi, membro del board Stanleybet. 

Garrisi, la vicenda Laezza – dopo la sentenza della Corte di Giustizia – si è conclusa a Frosinone con una decisione favorevole a Stanleybet. Cosa cambia ora per i centri, dal punto di vista legale?

Nulla. Erano già legittimati. Il punto è un altro: nel 2012, subito dopo la sentenza Costa Cifone, il soggetto discriminato era solo uno, la Stanley. Fui ricevuto in Aams da diversi dirigenti: Tagliaferri (direttore centrale giochi dell’epoca, ndr), Lampone e Rodano. Spiegai che la gara Monti avrebbe discriminato di nuovo la Stanley e gravemente danneggiato i concessionari.  Parlai anche con Lottomatica, Sisal e Snai.  Dissi che se la gara Monti fosse andata avanti la rete parallela sarebbe esplosa. Non fui ascoltato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: rete parallela moltiplicata, sanatorie fallite e aggravamento complessivo della posizione finanziaria netta del circuito dei concessionari. Il problema non è la Stanley.

In attesa delle novità normative attese nei prossimi mesi – come procederà nel frattempo il confronto tra Stanleybet e le Autorità Italiane? Proseguirà il contenzioso legale, anche nei confronti dei funzionari delle amministrazioni, oppure si andrà verso una progressiva normalizzazione dei rapporti?

È ciò che mi sento di auspicare. Ci sono però momenti in cui bisogna aver fiducia nella validità del nostro ordinamento e lasciare che i magistrati facciano il loro lavoro: loro ci daranno la soluzione. I funzionari delle Amministrazioni oggetto di contenzioso legale, ora o in futuro, parleranno con i loro avvocati, cosi come fanno i dirigenti di Stanley, me compreso, coinvolti in procedimenti per accuse gravissime di minacce o peggio ancora. Mi sento di dire che i tribunali italiani sono per tutti noi, compresi i funzionari delle Amministrazioni, il luogo ideale per ottenere il riconoscimento delle proprie ragioni. A tutti in generale vorrei dire di avere piena fiducia nello Stato e nei giudici, che sono garanti della Giustizia.  

La partecipazione a Enada 2016 ha segnato un netto cambiamento rispetto al passato. Conferma che Stanley ha interesse alla partecipazione alla gara? E nel caso, parteciperete da soli o con un partner?

Parteciperemo da soli, con l’assistenza finanziaria di un grande fondo americano. Non rifiutiamo ipotesi di partnership.  Senza l’accordo Stato ed enti locali, in particolare su distanze minime, orari e caratteristiche delle ricevitorie, sarà pressoché impossibile portare a termine le gare per l’assegnazione delle nuove concessioni.

Come risolverebbe il conflitto tra Mef, comuni e regioni?

Il Governo dovrebbe decidere, cercando di comporre l’insieme degli interessi, anche quelli politici, seppure variamente atteggiati. Credo sia meno difficile di quanto si voglia fare sembrare. Ma capisco che con gli appuntamenti della politica che sono in calendario nel corso di quest’anno è un percorso più facile a dirsi che a farsi. Ma, allora, tanto vale ammetterlo e trarne le conseguenze. Forse è utile che la procedura per nuove concessioni venga rinviata di 12 mesi. In attesa che un modello di sviluppo armonico tra Stato e Regioni venga propriamente definito. Ai soggetti che sono emersi e si sono collegati al totalizzatore dovrebbe essere concessa la stessa opportunità di rinnovo dei concessionari. I funamboli delle sanatorie apparenti, questi no: dovrebbe senza indugio essere avviata la procedura di decadenza. La Stanley non si oppone al rinvio della gara purché, nell’attesa, la compagnia venga inserita nel sistema. Naturalmente, non si pensi a sanatoria o rimedi del genere: Stanley sa che i suoi centri sono già legittimi e che l’imposta unica in Italia non è da loro dovuta. Quindi non parteciperebbe

Qual è la sua proposta allora? 

Lo Stato riconosce che l’attività dei centri Stanley è legittima. A questo punto, la società si stabilisce in Italia e paga le tasse, compresa l’imposta unica, allo Stato Italiano. Per i contenziosi di oggi e del passato, inclusi quelli sull’imposta unica, che se ne occupino i tribunali. Che siano loro a stabilire, caso per caso, chi ha sbagliato. E, caso più unico che raro in Italia, una volta tanto chi ha sbagliato pagherà. Il sistema italiano delle scommesse ha compiuto passi in avanti, grazie alla tassazione sul margine e al palinsesto complementare.

Cosa manca ancora per rendere il mercato più moderno e competitivo?

Si, è vero che ora si può offrire quello che si vuole, ma dalla settimana dopo tutti possono offrire la stessa cosa e quindi ne risulta mortificata l’innovazione e di conseguenza la competizione. È inutile farsi venire una buona idea se tutti la possono copiare senza fatica, anzi con la complicità dello stato. Il vero problema è che il regolatore dovrebbe fare il regolatore e basta, non anche quello che fa i referti. Ci sono voluti 15 anni per far capire che l’offerta non va imposta dall’esterno. Spero che questo ulteriore problema si risolva prima. Comunque sono d’accordo sul fatto che il sistema è molto migliorato.

NT/Agipro www.agipronews.it | agipro@agipro.it

RACCOLTA NEWS SU RACCOLTA GIOCHI 2015 E SU CONFERENZA UNIFICATA STATO REGIONI

RACCOLTA NEWS SU RACCOLTA GIOCHI 2015 E SU CONFERENZA UNIFICATA STATO REGIONI

Giochi, Baretta (sottosegr. Mef): "Entrate fiscali per il 2015 pari a 8,7 miliardi di euro, spesa complessiva pari a 17,5 miliardi"

"La differenza tra la raccolta complessiva 2015 risultante dalla tabella che precede e la raccolta 2015 suddivisa per regioni, dipende dalla raccolta effettuata mediante giochi a distanza, comprensivi delle scommesse sportive". E' quanto afferma in commissione Finanze alla Camera il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, rispondendo all'interrogazione presentata ieri dal gruppo Si-Sel sui dati della raccolta nel 2015. Baretta ricorda che "l’Agenzia fa presente che le entrate fiscali per il 2015 sono risultate pari a 8,7 miliardi di euro. Si sottolinea infine che per determinare la «spesa» nel settore del gioco, dalla raccolta registrata ogni anno deve essere sottratta la somma restituita in vincite. Per il 2015, il totale complessivo della spesa è risultato pari a 17,5 miliardi di euro, di cui circa il 50 per cento è affluito all’erario". Il sottosegretario specifica "come il fatto che il dato relativo al totale della raccolta complessiva del gioco d’azzardo con riferimento all’anno 2015, suddivisa per Regione, risulti inferiore al dato relativo al totale della raccolta complessiva distinta per tipologia di gioco, dipende dalla circostanza che la raccolta del gioco a distanza non può essere riferita a specifiche aree geografiche". dar/AGIMEG

Giochi 2015: a Lombardia, Lazio e Campania il 40% della raccolta (28,4 miliardi)

ROMA – La Lombardia è la regione nella quale si è puntato di più nel corso del 2015. Sono 14 i miliardi di euro raccolti nella regione dai giochi (+1,4% rispetto al 2014), circa il 20% del totale nazionale relativo alla sola rete fisica – il gioco online non è attribuibile a porzioni di territorio – che è pari a 71,2 miliardi (+1,7%). Nei dati illustrati dal sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, alla Commissione Finanze della Camera, emerge che il secondo posto è occupato dal Lazio, a 7,6 miliardi (-0,5), seguito dalla Campania a 6,8 miliardi (+4,6%). Insieme, le tre regioni hanno totalizzato 28,4 miliardi, il 40% del totale. Dietro Lombardia, Lazio e Campania ci sono Emilia Romagna (5,9 miliardi) e Veneto (5,8 miliardi). LL/Agipro

 

Giochi, la Lombardia la regione dove si è giocato di più nel 2015. Sul podio anche Lazio e Campania. Ecco la raccolta divisa per regione

Quella che segue è la divisione della raccolta, derivante dal settore dei giochi, per l'anno 2015 per ognuna delle 20 regioni italiane.

REGIONE

Raccolta di giochi 2015

ABRUZZO

1.875

BASILICATA

486

CALABRIA

1.651

CAMPANIA

6.821

EMILIA ROMAGNA

5.994

FRIULI VENEZIA GIULIA

1.348

LAZIO

7.611

LIGURIA

1.880

LOMBARDIA

14.065

MARCHE

1.818

MOLISE

352

PIEMONTE

5.060

PUGLIA

4.074

SARDEGNA

1.542

SICILIA

3.890

TOSCANA

4.566

TRENTINO ALTO ADIGE

1.180

UMBRIA

1.029

VALLE D’AOSTA

132

VENETO

5.850

TOTALE (*)

71.225

(*) Dati in milioni di euro. Dal totale manca il gioco online che non è identificabile territorialmente

 

Giochi, nel 2015 il 55% della raccolta derivante da Newslot e Vlt. Ecco come hanno tentato la fortuna gli italiani nel 2015

Lo scorso anno la raccolta derivante dal mercato del gioco è stata di 88.249 milioni di euro, ma la spesa reale (cioè la differenza tra la raccolta e le vincite) è stata di 17,5 miliardi. Oltre la metà della raccolta deriva dal segmento dell’intrattenimento di cui fanno parte Newslot e Vlt. Ecco come gli italiani hanno tentato la fortuna, lo scorso anno, su ogni singolo gioco:

Gioco

Raccolta 2015

Newslot

25.963

VLT

22.198

Comma 7

230

Bingo

1.598

Gioco a base ippica

636

Gioco a base sportiva (scommesse, Totocalcio, etc.)

5.592

Giochi numerici a totalizzatore (SuperEnalotto, Winforlife, etc.)

1.055

Lotterie e Gratta e Vinci

9.063

Lotto

7.077

Giochi di abilità a distanza a torneo

727

Giochi di carte organizzata in forma diversa dal torneo

e giochi di sorte a quota fissa

12.502

Scommesse Virtuali

1.067

Betting Exchange

541

Totale

88.249

(*) Dati in milioni di euro

Giochi, nel 2015 raccolti 88 miliardi (+4,5%): boom per le scommesse e i casinò online

ROMA – Le scommesse sportive e i giochi da casinò online trainano in positivo la raccolta 2015 dei giochi made in Italy, chiusa sopra gli 88 miliardi di euro (+4,5%): i dati sono stati illustrati dal sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, alla Commissione Finanze della Camera. Per le scommesse la raccolta ha superato i 5,5 miliardi (+31,6%), mentre i giochi online a quota fissa (che includono oltre ai giochi da casinò e le slot, anche il poker cash) superano i 12,5 miliardi (+7,9%). In crescita anche il Lotto (7 miliardi, 6,8%), mentre il trend è meno accentuato per slot e Vlt, che raccolgono rispettivamente 25,9 miliardi (+2,3%) e 22,2 miliardi (+3,8%), ma che insieme rappresentano oltre la metà, il 54,6%, dell’intera raccolta gioco. Tra i giochi in crescita anche il betting exchange, le scommesse in cui gli utenti possono sia puntare che fare da banco: la raccolta lorda è più che raddoppiata, toccando i 541 milioni di euro (+163,9%).   PG/Agipro

Giochi, entrate tributarie: 3,4 miliardi (+13,8%) nei primi tre mesi del 2016

ROMA – Le entrate totali fra gennaio e marzo 2016 relative ai giochi (che includono varie imposte classificate come entrate erariali sia dirette che indirette) sono pari a 3.397 milioni di euro  (+413  milioni  di  euro,  pari  a  +13,8% rispetto allo stesso periodo del 2015). E’ quanto si legge nel bollettino diffuso oggi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Considerando solo le imposte indirette, il gettito delle attività da gioco (lotto, lotterie e delle altre attività di gioco) è di 3.303 milioni di euro (+404 milioni di euro, pari a +13,9%). PG/Agipro

Conferenza Unificata: al vaglio del Mef certificazione delle sale e riduzione degli esercizi con slot machine

ROMA – Una certificazione delle sale specializzate per superare il vincolo delle distanze dai luoghi sensibili, riduzione delle slot (almeno il 30%) e “taglio” degli esercizi autorizzati a installarle, maggiori responsabilità a baristi e tabaccai che dovranno “filtrare” l’accesso al gioco e che saranno responsabili di eventuali abusi. Sono alcune delle ipotesi su cui sta lavorando il Ministero dell’Economia – secondo quanto apprende Agipronews da fonti vicine al dossier – alle prese con la difficile intesa con regioni e comuni per sciogliere – come prevede la legge di Stabilità 2016 – il nodo della distribuzione sul territorio dei punti vendita di giochi. In vista delle prossime convocazioni della Conferenza Unificata si discuterà anche degli orari di apertura: il Mef starebbe ragionando su un massimo di 10-12 ore ma sul punto la trattativa resta apertissima e rimane ampia la disponibilità a lasciare l’ultima parola agli enti locali. Si sta anche considerando – su esplicita richiesta degli enti locali – la possibilità di girare una parte della ricca torta di introiti fiscali a sindaci e governatori. Sul punto il Mef non cederà un euro, quindi eventuali risorse dovranno essere “aggiuntive” all’attuale gettito, che il Sottosegretario Baretta ha quantificato in 8,7 miliardi per il solo 2015. Tornando alla proposta del Mef le sale dedicate – scommesse, Bingo, locali con slot e Vlt – dovranno avere certe caratteristiche di sicurezza, in particolare presidio all’ingresso e formazione di preposti e gestori (che saranno chiamati a nuove responsabilità, anche penali, in caso di abusi o di mancati controlli), per poter continuare ad operare all’interno del perimetro di distanze – tra 300 e 500 metri da scuole, chiese, ospedali – disegnato dalle leggi locali: il “pacchetto” verrà valutato e certificato da istituzioni pubbliche, probabilmente con il coinvolgimento del ministero della Salute. Tutti gli altri esercizi specializzati che non dovessero ottenere il “bollino” pubblico, dovranno chiudere o emigrare a distanza di sicurezza dai luoghi sensibili. Novità in vista anche per le slot machine: secondo le ipotesi al vaglio in questi giorni, bar e tabaccherie potrebbero essere gli unici locali autorizzati all’installazione (accanto alle sale dedicate), anche se il limite scenderà dagli attuali otto apparecchi a 4 o 5. Niente più slot in lavanderia, dunque, o negli internet point.   NT/Agipro

Riordino giochi, conflitto normativo Stato-enti locali: gare scommesse e bingo a rischio in otto regioni

ROMA – Un buco da 500 milioni: è la conseguenza che potrebbe provocare il conflitto normativo sui giochi tra Stato ed enti locali. I prossimi bandi di gara per il rinnovo delle concessioni a 15mila punti scommesse e 210 sale Bingo rischiano di andare deserti in ben otto regioni – Toscana, Liguria, Puglia, Basilicata, Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna  – e nella provincia autonoma di Bolzano, dove sono già effettive disposizioni che prevedono distanze (tra 300 e 500 metri, ndr) delle agenzie di scommesse da luoghi indicati sensibili, come scuole, ospedali, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale, mentre in altre sei Regioni – Lombardia, Abruzzo, Friuli, Umbria, Calabria e provincia di Trento – il "distanziometro" è già in vigore anche per le slot machine. Lo rivela lo studio realizzato da Emmanuele Cangianelli per Mag Consulenti Associati che spiega: «il complessivo quadro normativo italiano determina per gli operatori l’assenza di condizioni minime per la partecipazione alla prossima gara per la raccolta delle scommesse: in tale contesto, diventa oggettivamente difficile per ogni operatore la quantificazione del numero di diritti ottimali (e di conseguenza anche l’offerta economia rispetto ai minimi previsti)». Dalle gare il Governo ha stimato entrate per 500 milioni: dai 15 mila diritti delle scommesse le relazioni tecniche del Servizio Bilancio di Camera e Senato hanno stimato «un gettito di 410 milioni di euro per il solo anno 2016», mentre per la gara del Bingo si prevede un gettito di «73,5 milioni di euro». A oggi sono soltanto quattro le regioni che non hanno ancora approvato una normativa per limitare il gioco sul territorio. Si tratta di Molise, Sardegna, Marche e Sicilia, le uniche, dunque, dove i bandi potrebbero svolgersi senza "ostacoli". Servirà, dunque, una soluzione politica per salvare gli introiti previsti dal Mef e contemporaneamente tutelare la salute dei cittadini: la palla passa alla Conferenza Unificata, che dovrà siglare l’intesa tra Governo ed enti locali sulla distribuzione delle sale sul territorio, come prevede la manovra 2016. Oltrepassato il termine del 30 aprile, che era stato indicato dalla legge di stabilità, il tema è oggi all’ordine del giorno della Conferenza che dovrebbe avviare il confronto. MSC/Agipro  

Giochi, fumata nera in Conferenza Unificata. Il governo non scopre le sue carte, le Regioni chiedono un tavolo tecnico

Sì è conclusa con un nulla di fatto la tanto attesa Conferenza Unificata tra Stato e Regioni che secondo la legge di Stabilità 2016 dovrebbe porre fine all'eterno conflitto normativo tra governo centrale ed enti locali. Le premesse del flop erano già emerse ieri, quando dalle Regioni era stato chiesto un ulteriore approfondimento della materia. La conferma è arrivata stamattina al termine della Conferenza delle Regioni, quando l'assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia, coordinatore della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni, incaricato di portare avanti la trattativa tra Stato ed enti locali, ha parlato di "un possibile rinvio della discussione. Siamo in attesa di un documento da parte dal governo che sintetizzi le varie posizioni. Non possiamo dare un parere sul nulla visto che non c'è ancora arrivato il documento di sintesi", ha ribadito Garavaglia lasciando intendere che avrebbe passato la palla al governo. Dal canto suo, il sottosegretario all'Economia con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta, lasciando la sede della Conferenza Unificata ha ribadito che il governo non ha presentato alcun documento: "non c'era niente da depositare. Serve un documento condiviso da tutti". Baretta, che ha parlato dell'incontro odierno come dell'"avvio" di un confronto tra le parti, si è detto "fiducioso che si possa arrivare a un'intesa, spero il più presto possibile. Come governo abbiamo dichiarato la disponibilità a discutere a partire dalla tutela della salute pubblica, dalla lotta alla illegalità, dalle valutazione delle conseguenze sulla finanza pubblica". E poi è arrivato l'annuncio di un tavolo tecnico: "su richiesta degli enti locali si terrà a breve un tavolo tecnico dal quale, mi auguro, emerga un'intesa in tempi brevi". Insomma, al momento al tavolo di poker i giocatori non hanno scoperto le proprie carte, ognuno aspetta la mossa dell'altro per provare poi a rilanciare. E allora come si esce da questo impasse? La risposta l'ha fornita il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini: "oggi abbiamo chiesto un rinvio per continuare il lavoro ed arrivare alla migliore soluzione possibile. Abbiamo visto che il governo è molto sensibile su questo tema, il lavoro sta procedendo, confidiamo di arrivare a un accordo in tempi brevi". Le questioni più spinose su cui si sta cercando una quadra sono il problema delle distanze dei punti gioco dai luoghi considerati sensibili e le limitazioni orarie per il funzionamento degli apparecchi. Gli enti locali, si sa, hanno legiferato parecchio a riguardo, e ogni Regione in maniera autonoma. Il presidente Bonaccini ha infatti spiegato che tra le questioni su cui si sta sta lavorando c'è proprio "il tema della localizzazione delle sale. Le Regioni hanno leggi differenti in tema di gioco, noi abbiamo chiesto un'ulteriore verifica su questo punto, ci si sta lavorando in commissione". Baretta non si è sbilanciato sulla data del prossimo incontro, né sull'avvio di questo tavolo tecnico. Dal canto suo anche il governo ha pronto un pacchetto di proposte, a partire da un bollino per certificare che le sale dedicate al gioco abbiano alcune caratteristiche particolari, come il rispetto del distanziometro o il presidio all'ingresso del locale. Non solo, si studia anche una possibile riduzione del 30% degli apparecchi e conseguente taglio degli esercizi autorizzati ad installarle, niente più apparecchi in lavanderie o Internet point. Il 12 maggio, data anticipata ieri da Agimeg, sembra restare al momento la più probabile per la ripresa del confronto tra governo ed enti locali. Nella speranza che una delle due parti faccia la propria mossa. dar/AGIMEG

Riordino giochi, Ughi (Obiettivo 2016): “Enti locali: più risorse, ma facciano la loro parte per garantire il gioco legale”

ROMA – Maggiori controlli per il settore giochi, coinvolgendo anche gli enti locali per tutelare i soggetti deboli e per limitare l’offerta non autorizzata: per Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, le ipotesi al vaglio del Mef per il riordino del settore “sono quasi tutte condivisibili, a patto che si trovi un equilibrio. Ad esempio sul presidio all’ingresso dei locali, servirà una disciplina omogenea, anche perché oggi abbiamo delle agenzie con una proposta di gioco inferiore ai bar o alle tabaccherie. Dunque si può pensare a soluzioni come la tessera sanitaria o il codice fiscale, oppure a un controllo all’entrata, ma dovranno essere misure non discriminatorie”. Sul tema dei controlli il numero uno di Obiettivo 2016 lancia una proposta: “Si parla sempre di controlli, ma non si capisce bene chi dovrà farli: credo che anche i Comuni potrebbero fare la loro parte, la polizia municipale potrebbe setacciare il territorio e destinare gli importi delle sanzioni al bilancio comunale. La nuova gara per le scommesse, se verrà fatta nei tempi previsti, eliminerà ogni discriminazione, vera o presunta, a quel punto i vigili potrebbero svolgere il controllo sulla regolarità dei punti, accertando che le scommesse siano accettate da chi ha un contratto con lo Stato e usando il pugno duro contro reti parallele”. In quanto alla limitazione degli orari “si può anche fare purché, stabilito un massimo di ore di apertura, si lasci ai gestori e ai concessionari la possibilità di modulare l’offerta, utilizzando anche il sistema di Sogei – Adm, che potrebbe permettere le aperture “a tempo”, ma scelte in base alle esigenze del territorio e della clientela”. Gli enti locali potrebbero giocare un ruolo fondamentale “se si pensa anche a una forma di incentivo – conclude Ughi – lo Stato potrebbe fissare un tetto agli incassi dai giochi, magari i 9 miliardi per l’erario del 2015, dividendo poi l’extra gettito in base alla raccolta regionale. In questo modo ci sarebbe un incentivo sia al controllo che alla canalizzazione del gioco nel circuito autorizzato”.  PG/Agipro

Riordino giochi, Garavaglia (Conf. Regioni): “Probabile un rinvio in Conferenza Unificata, manca il documento del Governo”

ROMA – In Conferenza Unificata si va verso un rinvio del tema della redistribuzione del gioco sul territorio. Lo ha confermato Massimo Garavaglia, coordinatore della Commissione Affari finanziari delle Regioni, a margine della seduta di oggi. "Siamo ancora in attesa del documento di sintesi del Governo, quindi non abbiamo potuto dare il nostro parere. La scorsa settimana abbiamo incontrato il sottosegretario Baretta, oggi ascolteremo cosa ci dirà", ha spiegato Garavaglia. La Conferenza Unificata che, secondo quanto prevede l’ordine del giorno, si occuperà anche dell’intesa tra Governo ed enti locali sui giochi, è convocata per le 13. MSC/Agipro

Giochi, Costa (min. Affari regionali): "Questione va affrontata con attenzione. Mi impegno a calcolare numeri costi sociali"

"Mi impegno a calcolare i numeri dei costi sociali connessi al fenomeno del gioco". È quanto afferma il ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa, a margine della Conferenza Unificata Stato-Regioni, spiegando che "la questione va affrontata con attenzione. C'è un'evidente contraddizione nello Stato che da una parte combatte l'azzardo e dall'altra introiti più di 8 miliardi di euro l'anno". dar-gr/AGIMEG 

Riordino giochi, Baretta (Mef): “Dialogo con enti locali avviato, tavolo tecnico e intesa in tempi brevi

ROMA – "Il dialogo tra governo ed enti locali sulla riorganizzazione del settore dei giochi si è formalmente avviato, come previsto dalla legge di stabilità. Come governo abbiamo dichiarato la disponibilità a discutere a partire dalla tutela della salute pubblica, dalla lotta alla illegalità, dalle valutazione delle conseguenze sulla finanza pubblica”. E’ quanto dichiara il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, in merito al riordino del settore affrontato oggi in Conferenza Unificata. “Su richiesta degli Enti Locali – ha aggiunto – si terrà a breve un tavolo tecnico dal quale, mi auguro, emerga una intesa in tempi brevi". PG/Agipro

Riordino giochi, Baretta (Mef): "Al via tavolo tecnico con enti locali, obiettivo è intesa in tempi brevi"

ROMA – "Iniziamo il confronto con gli enti locali sui giochi, partendo dai temi della tutela della salute pubblica, della lotta all’illegalità e delle conseguenze sulla finanza pubblica. Il Governo è disponibile a discutere le posizioni degli enti locali, che ci hanno chiesto un tavolo tecnico. L’obiettivo è raggiungere l’intesa più presto possibile". Lo ha detto il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta al termine della Conferenza Unificata di oggi, la prima in cui è stato affrontato il tema della redistribuzione del gioco sul territorio, come previsto dalla legge di stabilità 2016. "L’importante era incardinare il tema nella sede ufficiale. – ha aggiunto Baretta – Non abbiamo depositato nessun documento perché vogliamo arrivare a un testo di sintesi condiviso". MSC/Agipro

Riordino giochi, Bonaccini (Conf. Regioni): “Chiesta verifica su localizzazione delle sale”

ROMA – "Abbiamo chiesto un rinvio per ottenere il miglior risultato possibile e abbiamo chiesto una ulteriore verifica sulla localizzazione delle sale". Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, a margine della Conferenza Unificata. "Il Governo si è mostrato sensibile alla questione sociale, sanitaria e di ordine pubblico. Il lavoro procede e confidiamo di raggiungere l’accordo a breve". MSC/Agipro

Giochi, Baretta (Mef) "Rispetteremo il termine del 2016 per le gare di bingo e scommesse"

"Le gare delle scommesse e del bingo si faranno entro il 2016. Per l'inizio dell'estate le trattative con Regioini e Enti locali saranno ampiamente chiuse". E' quanto spiega il sottosegretario Pier Paolo Baretta – segnala Agimeg – al termine della Conferenza Unificata. E su come procederanno le trattative: "Gli enti locali devono dirci quali sono le loro richieste, e non lo hanno ancora fatto. Hanno chiesto una sede tecnica per discutere e li' ci diranno quali sono le loro posizioni. Le loro posizioni saranno il punto di partenza per le discussioni". Quindi ha aggiunto: "Forniremo la mappatura sulla distribuzione dei giochi chiesta dall'assessore Garavaglia ci lavoreremo" ha detto ancora Baretta. "Ma bisogna capire come influiscono le varie leggi regionali, alcune hanno preso come luoghi sensibili le scuole, altre anche palestre e cimiteri. In alcuni casi il gioco potrebbe essere completamente eliminato, e questo non e' possibile". Dar-gr/AGIMEG

Riordino giochi, Puppato (PD): «Conferenza Unificata definisca norme chiare per tutte le Regioni»

ROMA – «Auspico che la Conferenza unificata definisca con chiarezza per tutte e 20 le Regioni italiane le modalità con cui si intende procedere, al fine di permettere al Governo, e quindi alle Commissioni competenti, in tempi rapidissimi, di procedere ai decreti attuativi della norma» sulla distribuzione dell’offerta di gioco sul territorio. Lo ha detto la senatrice del Pd Laura Puppato, nel corso della discussione sulla Legge europea 2015 in Aula al Senato. «Il mio è un appello a fare presto e bene» e a «definire entro il mese di maggio la struttura delle agenzie di gioco», ha concluso. MSC/Agipro

Riordino giochi, Bianco (Anci): «Al lavoro su regolamentazione che consideri esperienze degli enti locali»

ROMA – «Molti Comuni hanno emanato regolamenti ad hoc sul gioco, in assenza di una normativa nazionale. Stiamo lavorando insieme a Regioni e Governo per arrivare ad una regolamentazione che tenga conto delle esperienze maturate dagli enti locali». Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci e sindaco di Catania, Enzo Bianco, al termine della Conferenza Unificata di oggi. RED/Agipro

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Scommesse, Whittaker (Ceo Stanleybet): “Presenti alle gare ma senza un accordo con lo Stato chiederemo intervento della magistratura”

RASSEGNA STAMPA – AGIPRONEWS – Scommesse, Whittaker (Ceo Stanleybet): “Presenti alle gare ma senza un accordo con lo Stato chiederemo intervento della magistratura”

25/01/2016 | 10:47

Scommesse, Whittaker (Ceo Stanleybet): "Presenti alle gare ma senza un accordo con lo Stato chiederemo intervento della magistratura" 

ROMA – "Stanley si presenterà alle gare previste per il riordino della rete scommesse con lo spirito non di chi partecipa, ma di chi ’impone’ la sua partecipazione. E senza un accordo preliminare, imporrà unilateralmente, rivolgendosi alla magistratura, anche profonde modifiche al sistema, al quale non sarà più consentito di discriminare o violare il diritto dell’Unione. Naturalmente imporrà anche la fine della rete parallela”. 

John Whittaker, Ceo di Stanleybet, presenta così la strategia del bookmaker di Liverpool per i bandi di primavera, nei quali si riassegneranno 15mila punti vendita per le scommesse. "Basterebbe avviare colloqui con Stanley – che ha già mostrato la propria disponibilità – per risolvere facilmente tutta la faccenda. E dovrebbe far riflettere il fatto che Maurizio Ughi, che in passato con la sua Snai è stato il nostro più coerente nemico, sia ora il più illuminato propugnatore della ricerca di un accordo. Quello che non risolverà un bel nulla è la pretesa di imporre nuove sanzioni o nuovi trucchi. L’obiettivo dovrebbe essere quello di passare ad una rete legale unica, in un nuovo sistema concessorio legale che sarà definito dalla prossima gara”. 

Il rischio, sia secondo Ughi che secondo Whittaker, è che senza un accordo definitivo la rete parallela possa continuare ad esistere per altri 9 anni: "Lo Stato – aggiunge – sembra essere assente. E allora il rischio è che debba essere la Stanley ad assumere il patrocinio del ripristino della legalità anche in favore dei concessionari. Peraltro, condividiamo le dichiarazioni di Maurizio Ughi, anche se Stanleybet ha già aderito alla sanatoria proposta dalla legge di stabilità 2015, utilizzando il comma 644 della norma (in cui è prevista l’autodenuncia da parte del titolare alla questura e il rispetto di una serie di prescrizioni, ndr). Secondo quanto previsto dai tribunali, i nostri centri possono restare aperti a patto che la società sia stato in passato discriminata, il che non viene messo più in dubbio. E la Stanley ha adempiuto a tutte le prescrizioni del 644, tranne quello sul pagamento dell’imposta unica, che riteniamo non dovuta”. 

Whittaker, Ceo della compagnia di Liverpool, risponde così anche a Maurizio Ughi, amministratore di Obiettivo 2016, secondo cui – dopo le recenti decisioni dei Tribunali di Bergamo e Sassari, che avevano dissequestrato Ctd Stanley regolarizzati secondo il comma 644 – lo Stato si è fatto prendere in giro un’altra volta. "Due – aveva detto Ughi ad Agipronews – sono le strade possibili: andare avanti all’infinito con il contenzioso o arrivare a una transazione per un accordo conciliativo, almeno con i soggetti che hanno dalla loro parte alcune sentenze". Secondo Whittaker, "i dubbi espressi dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia e dalla Commissione Tributaria Provinciale di Rieti, che hanno mandato il caso dei centri Stanley rispettivamente alla Corte di Giustizia e alla Corte Costituzionale, indicano che l’imposta unica non è dovuta dai gestori. Il motivo è semplice: l’imposta si riferisce non alla loro attività ma, casomai, a quella del bookmaker e non è dovuta da quest’ultimo perché già pagata in un altro Stato. Stanley versa le tasse allo Stato in cui è autorizzata, mentre l’Italia ha fatto di tutto per impedirne l’entrata nel sistema concessorio”.

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